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Manca: «Non pagate la Tari, è un sopruso senza precedenti»

NUORO. «Non pagate la Tari, è un sopruso senza precedenti. In molti casi raddoppia le cifre, già elevate, pagate lo scorso anno con la Tares». Bobore Manca, segretario provinciale dell’Adiconsum,...

29 agosto 2014
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NUORO. «Non pagate la Tari, è un sopruso senza precedenti. In molti casi raddoppia le cifre, già elevate, pagate lo scorso anno con la Tares». Bobore Manca, segretario provinciale dell’Adiconsum, lancia strali contro il Comune e invita i cittadini alla disobbedienza fiscale. «I bollettini inviati dal Comune sono semplici avvisi di pagamento e non ingiunzioni fiscali. Per questo motivo gli utenti non devono pagare, al resto penseremo noi – dice Manca, pronto a guidare la rivolta fiscale in città – L’Adiconsum e le altre associazioni di commercianti e artigianato (Confcommercio, Confesercenti, Confartigianto, Apan e Legacoop) stanno già mettendo in campo una serie di azioni contro il comune di Nuoro. Ci saranno sorprese».

Non è la prima volta che le associazioni nuoresi si scagliano contro il Comune accusato di tartassare i suoi cittadini. Dinanzi al Tribunale amministrativo di Cagliari, infatti, pende un ricorso presentato nei mesi scorsi contro la Tares (la “vecchia” tassa sui rifiuti) che sarà discusso il primo ottobre. «Con la Tari il Comune ha ripetuto gli stessi errori fatti nella tassazione dello scorso anno che hanno portato le associazioni a fare ricorso al Tar. La sentenza dovrebbe arrivare tra poco più di un mese e allora vedremo chi ha ragione, noi oppure il Comune – dice Bobore Manca – Innanzitutto c’è una scarsa trasparenza nella determinazione delle tariffe. Agli utenti, infatti, vengono fatti pagare costi che non riguardano il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Come ad esempio le spese per l’appalto del servizio, l’ammortamento per mutui non specificati nel loro ammontare e i costi per la gestione di servizi mai entrati in funzione, come l’ecocentro di Funtana buddia». Non solo. «Gli avvisi di pagamento contengono diversi errori e questo denota una leggerezza disarmante da parte dell’amministrazione». La stessa leggerezza che, secondo il segretario dell’Adiconsum, ha portato la maggioranza a decidere di ripartire il tributo in due rate e non in tre come avveniva con la Tares. «Con questa crisi la famiglia e i commercianti non ce la fanno più e la soluzione qual è? Richiedere il tributo in due rate soltanto e non in tre o addirittura in quattro, almeno per dare un po’ di respiro ai contribuenti». L’ultima questione riguarda la data di emissione degli avvisi di pagamento stampati prima del 16 giugno, mentre le tariffe sono state approvate dal Consiglio il 7 agosto. «È incredibile. Due mesi prima già si sapeva che quelle tariffe sarebbero state comunque approvate. Questo tributo è una beffa, non pagate». (g.z.)

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