Il sindaco non riesce a evitare la Tasi
BORTIGALI. Ha grattato il fondo del barile per trovare 135 mila euro necessari per coprire i tagli dei trasferimenti dello Stato legati all’Imu per 48 mila euro, a quelli subiti dal fondo unico,...
BORTIGALI. Ha grattato il fondo del barile per trovare 135 mila euro necessari per coprire i tagli dei trasferimenti dello Stato legati all’Imu per 48 mila euro, a quelli subiti dal fondo unico, ridotto da 782 mila a 738 mila euro, e a quelli subiti dal fondo di solidarietà per altri 22 mila euro. Alla fine ha dovuto arrendersi. Il sindaco di Bortigali, Francesco Caggiari, sarà costretto a far pagare la Tasi ai suoi concittadini. Per evitarlo avrebbe dovuto attingere al fondo unico, che è stato già decurtato di 48 mila euro. «È a malincuore – dice – che dobbiamo applicare questa nuova tassa che abbiamo cercato di evitare in tutti i modi. Se vogliamo fare un minimo di manutenzione alle strade e alle scuole o intervenire per qualsiasi necessità in cimitero, dobbiamo avere le risorse per farlo. Spiegherò alla gente perché siamo costretti a far pagare la Tasi in un’assemblea pubblica che terremo dopo la festa di Santa Maria e comunque prima del 30 settembre, termine entro il quale il consiglio comunale sarà chiamato a decidere e ad approvare il bilancio». Prima di quella data dovrà trovare anche altri 80 mila euro per chiudere il bilancio in pareggio. Lo farà tagliando su tutte le spese sulle quali è possibile tagliare. Non potrà evitare il pareggio contabile perché altrimenti lo farebbe un commissario, che per farlo aumenterebbe al massimo tutte le tasse e le tariffe e istituirebbe l’addizionale Irpef applicandola all’aliquota massima. In un paese come Bortigali, dove si registra uno dei più alti indici di anzianità della provincia di Nuoro e la gente vive di piccole pensioni, sarebbe una mazzata insostenibile. A malincuore Francesco Caggiari ha dovuto applicare la Tasi. Si pagherà al minimo dell’1 per mille. «I comuni con meno di mille abitanti – dice il sindaco – non sono soggetti al patto di stabilità. Noi sì. Poi ci sono comuni come Tula, che hanno impianti eolici che producono proventi con i quali si abbattono l’Imu e altre tasse. Noi non abbiamo risorse per tappare il buco che si aprirebbe se non si pagasse la Tasi. Il comune non avrebbe risorse neppure per garantire un minimo di servizi. Sarebbe necessario spegnere anche l’illuminazione pubblica». (t.g.t.)
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