Caro carburanti, in arrivo la vera stangata: ecco chi ci guadagna davvero dagli aumenti
Michele Carrus, presidente di Federconsumatori, punta il dito contro la speculazione
Sassari A volte per spiegare fenomeni complicati bisogna ricorrere a immagini a effetto. «Da tempo stiamo denunciando l’effetto razzo-piuma». Cioè? «Quando succede qualcosa che porta ad alzare i prezzi dei carburanti, l’aumento alla pompa è immediato». Ogni escalation di conflitto nel Medio Oriente si avverte il giorno dopo. «Quando invece il prezzo può tornare a scendere, cala lentamente», servono settimane prima di avvertire gli effetti positivi.
Michele Carrus, presidente di Federconsumatori, se pensa all’estate di sofferenza per trasportatori e guidatori sardi, punta il dito sulla «speculazione» del caro-carburante. Sta di fatto che mercoledì scadrà il taglio del governo alle accise sul gasolio e il prezzo del diesel (dopo una proroga approvata in extremis ieri sera dal ministro Giorgetti per due giorni in più).
Gli aumenti
«La benzina ha già sfondato quota 2 euro al litro e per il gasolio, senza lo sconto sulle accise in scadenza, sarà sopra i 2,3 euro. Le merci viaggiano su gomma, con mezzi pesanti o semipesanti alimentati a gasolio, e l’effetto è immediato sull’inflazione – osserva Carrus, il discorso è amplificato per export e import in Sardegna –. La crisi energetica si somma alla crisi nello Stretto di Hormuz e a quella ucraina: la tendenza al rialzo dei prezzi dei beni energetici resta. Anche se il tasso di crescita sembra rallentare, dal 13% all’11%, aumenta comunque».
Svantaggio
Stando ai prezzi medi regionali aggiornati dal ministero delle Imprese, il gasolio alla pompa self costa nell’isola 2,14 euro al litro, la benzina 2,02 euro al litro, il gpl 0,86 euro al litro. «La situazione è pari a quella di altre regioni, ma la Sardegna sconta due particolarità: non abbiamo il gas metano, e il caro carburanti si espande ai trasporti via mare e via cielo». Dalla primavera ci siamo dimenticati la sensazione di rifornire al distributore e pagare meno di due euro al litro.
«Chi ci guadagna?»
Gli aumenti seguono l’incidenza degli avvenimenti geopolitici sull’industria del petrolio. Ma anche qui Federconsumatori segnala che mediamente il prezzo alla pompa applicato negli ultimi due mesi in Italia, sia in autostrade che su strade urbane, è più alto del dovuto: 13-14 centesimi in più il gasolio, tra i 7 e gli 11 centesimi in più la benzina, «al netto delle accise. Lo dice anche l’Osservatorio dei prezzi». E mette nel mirino grandi compagnie petrolifere «ma sul fronte degli extra profitti anche i fornitori illegali che viaggiano sulla rete non a marchio, le cosiddette pompe bianche. È un mercato che sfugge ai controlli». Secondo il numero uno nazionale dell’associazione a tutela dei consumatori, occorre stabilire in quale passaggio della filiera «si ricarica il prezzo fino ad arrivare ad aumenti ingiustificati: tassiamo quel passaggio e sanzioniamo. Questo richiede una normativa più evoluta e avanzata».
Tra marzo e aprile la stangata era l’aver sforato il tetto dei due euro al litro nei rifornimenti, gli autotrasportatori sardi avevano minacciato lo stop della categoria. Un settore che poi ha affrontato anche tutta un’estate con viaggi ridotti, margini di guadagno sottilissimi e pieni al serbatoio molto più cari di prima, con un segno più di oltre il 30 per cento.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
