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Nuoro

Università senza fondi Loi: «Basta elemosine»

di Valeria Gianoglio
Università senza fondi Loi: «Basta elemosine»

Il commissario straordinario del Consorzio scrive due lettere alla Regione: «Ci servono i 2 milioni di arretrati, altrimenti saremo costretti a chiudere»

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NUORO. «Ma è mai possibile che ogni volta ho la sgradevole sensazione di chiedere l’elemosina, quando invece sono soldi che ci spettano? Ma è mai possibile che ogni santo anno, a scadenze più o meno regolari, devo scrivere lettere, chiedere incontri, pretendere ciò che ci è dovuto». Tre mesi e una vagonata di polemiche, dibattiti e manifestazioni dopo, ci risiamo: l’università nuorese è di nuovo a corto a fondi, nonostante le promesse della Regione, e al commissario straordinario Caterina Loi tocca di nuovo gridare all’ingiustizia, minacciare l’immediata sospensione dei servizi, chiedere un incontro immediato in Regione, e ricordare che ciò che manca all’appello non sono proprio bruscolini. Per l’esattezza si tratta di due milioni e 745mila euro, e senza di essi non sarà possibile pagare una parte restante di debiti arretrati, gli stipendi dei supplenti, i rimborsi dei docenti, i compensi dei dipendenti delle coop.

Il fatto è che i fondi regionali relativi al saldo del 2013, ovvero 500mila euro sbloccati a metà giugno – e solo dopo la decisa battaglia degli universitari barbaricini, della cooperativa Ecotopia e dell’intera università – sono stati spesi per coprire una parte dei debiti che il consorzio aveva con le due coop che ne gestiscono i vari servizi. Sono appena bastati per tamponare le falle dell’anno passato ma nulla di più. Adesso, dice Caterina Loi, mancano i fondi del 2013, e di conseguenza, per quelli del 2014 sembrano esserci ancora meno speranze.

Il commissario del Consorzio lo dice papale papale: «Se non riceviamo i soldi promessi e dovuti, da qui a qualche giorno, saremo costretti a chiudere bottega e sospendere i servizi». Le due lettere inviate nell’ultima settimana al “gentilissimo professor Francesco Pigliaru, presidente della giunta regionale”, all’assessore all’Istruzione, Claudia Firino, e a quello alla Programmazione, Raffaele Paci, sanno tanto, insomma, di vero ultimatum. Dai toni gentili ed educati, ma sempre ultimatum. «Gentilissimi – scrive Caterina Loi lo scorso 4 settembre – ancora una volta mi rivolgo a voi per rappresentare l’impossibilità di procedere con le attività dell’ente per la gravissima situazione finanziaria di questo ente, causata dalla mancata liquidazione da parte di codesta amministrazione regionale del contributo regionale anno 2013, di cui alla delibera della giunta regionale 53 del 27 dicembre 2013». Il commissario Loi, alla Regione, sottolinea anche che «poiché i pagamenti al personale, ai fornitori, e ai docenti, non sono stati corrisposti per tutto il 2013, non ricevendo dalla Regione garanzie formali e concrete, i servizi sanitari verranno sospesi con decorrenza immediata». Detto in altri termini: se entro pochi giorni l’università nuorese non dovesse vedere un impegno preciso e scritto per i due milioni e 745mila euro che la Regione deve ancora corrispondere all’ateneo nuorese.

«Purtroppo – scrive ancora Caterina Loi in una lettera datata 10 settembre – le rassicurazioni espresse dall’assessore regionale Firino, negli incontri personali di luglio e agosto, sono rimaste generiche, relativamente ai tempi di erogazione del fondo. L’attesa non è più rimandabile, in quanto tutti i creditori pretendono risposte certe e immediate. Essendo ormai quasi trascorso anche il 2014, per il quale ancora non si conosce l’entità del finanziamento, la situazione è diventata drammatica». «è ora di finirla – aggiunge – ogni anno con questa snervante incertezza legata ai fondi».

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