Gasolio, lo sconto di 17 centesimi resta fino al 5 settembre: poi aiuti legati al reddito
Il decreto costa circa 130 milioni, allo studio nuovi sostegni mirati mentre resta aperta la partita sugli extraprofitti delle compagnie energetiche
Roma Altri dieci giorni di sconto sul gasolio, poi il sistema degli aiuti potrebbe cambiare. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri, mercoledì 26 agosto, il decreto legge sui carburanti, prorogando fino al 5 settembre la riduzione di 17 centesimi al litro delle accise sul diesel. L'intervento, secondo le stime riferite da fonti di governo, vale circa 130 milioni di euro.
Si tratta però di una misura ponte. Alla scadenza della nuova proroga l'esecutivo punta infatti a superare gli interventi generalizzati e a introdurre sostegni più mirati, modulati in base al reddito. Le modalità non sono state ancora definite e saranno valutate nei prossimi giorni. L'obiettivo è concentrare le risorse sulle famiglie maggiormente esposte all'aumento dei costi dei carburanti, evitando di finanziare uno sconto identico per tutti.
Nel decreto dovrebbe trovare spazio anche un intervento fiscale rivolto ai maggiori operatori dell'energia. Secondo una bozza del provvedimento visionata dall'Ansa, per le società del settore che nel 2025 hanno registrato ricavi superiori a 20 miliardi di euro è previsto un nuovo sistema di acconto sulle imposte relative ai dividendi anticipati. Le somme versate in anticipo genererebbero per le aziende un credito d'imposta dello stesso valore. Fonti governative riferiscono che il meccanismo è stato concordato con i gruppi interessati.
Resta invece aperta la questione degli extraprofitti delle compagnie energetiche. Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno chiesto che il tema venga affrontato a livello europeo, con regole comuni. Roma teme infatti che una tassa introdotta esclusivamente in Italia possa penalizzare Eni e gli altri operatori nazionali rispetto ai concorrenti stranieri. La Commissione europea ha ricordato che ogni Stato può già intervenire autonomamente sul piano fiscale, mentre un confronto politico tra i ministri europei è atteso all'Ecofin di settembre.
Nel frattempo, alla pompa i prezzi restano elevati. Martedì 25 agosto la benzina self sulla rete stradale nazionale costava in media 2,015 euro al litro, mentre il gasolio era arrivato a 2,136 euro. In autostrada le medie salivano rispettivamente a 2,091 e 2,207 euro al litro. Il Codacons ha segnalato anche un caso limite sulla A22 Brennero-Modena, dove il Supreme Diesel servito ha raggiunto 3,159 euro al litro: si tratta però di uno specifico prodotto in un singolo impianto e non di un valore rappresentativo dei prezzi nazionali.
Per un automobilista il peso dello sconto è facilmente quantificabile: senza la riduzione di 17 centesimi, un pieno di gasolio da 50 litri costerebbe circa 8,50 euro in più.
Nella stessa riunione il Consiglio dei ministri ha dato il via libera anche al decreto legge con le misure urgenti per garantire la continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale, il provvedimento che riguarda l'ex Ilva.
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