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Nuoro

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Disputa per i confini del fiume tra Comune e cooperativa

di Sergio Secci

POSADA. Sarà presto fatta piena luce sui reali confini tra le acque pubbliche del fiume Posada e quelle in uso alla cooperativa La Bottarga che ha sede alla peschiera di San Giovanni. L’amministrazion...

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POSADA. Sarà presto fatta piena luce sui reali confini tra le acque pubbliche del fiume Posada e quelle in uso alla cooperativa La Bottarga che ha sede alla peschiera di San Giovanni. L’amministrazione comunale ha infatti dato mandato alla segretaria comunale di incaricare un tecnico che avrà il compito di effettuare dettagliate ricerche storiche presso l’agenzia del territorio e la conservatoria di Nuoro per ricostruire una vicenda che inizia nel 1870 con la vendita degli stagni e arriva sino al 1995 con l’atto di vendita che comprende le acque del fiume sino alla foce di Orvile. I rapporti tra amministrazione pubblica e cooperativa non certo idilliaci nel corso degli ultimi anni, si sono incrinati sino al punto di rottura a seguito di una diffida inoltrata da uno studio legale per conto della cooperativa e relativa all’immediata cessazione della campagna pubblicitaria e promozionale, posta in essere dallo stesso Comune e dal centro di educazione ambientale gestito da Legambiente per escursioni in canoa e altre attività naturalistiche nel delta del fiume. Un diktat respinto dal sindaco Roberto Tola che ha subito emesso un’ ordinanza per la fruibilità del fiume, partecipando lui stesso in fascia tricolore ad un’escursione nella zona umida assieme a decine di residenti e ambientalisti. «Poiché la signora Corda Maria Giuseppina (legale rappresentante della cooperativa La Bottarga) vanta la presunta proprietà degli stagni del rio Posada e della sua foce – recita la delibera della giunta comunale– Ribadito che il Rio Posada è classificato il terzo fiume a livello regionale si dà incarico ad un’ apposita figura professionale al fine di effettuate tutte le verifiche nell’ufficio del territorio e nella conservatoria di Nuoro nonché infine la stessa demanialità delle acque compreso l’ultimo atto notarile d’acquisto che appare alquanto lacunoso». Le ricerche comporteranno alcuni mesi di lavoro e serviranno a fare piena luce su una vicenda, quella della piena fruibilità di un fiume che dal 1942 risulta classificato nell’elenco delle acque pubbliche e che quindi non dovrebbe avere limitazioni di sorta da parte di chicchessia.

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