La Nuova Sardegna

Nuoro

macomer

Piazza Pertini: dure proteste per la movida continua

MACOMER. È la piazza più bella di Macomer, ma chi ci abita avrebbe preferito risiedere in prossimità di uno stadio, dove almeno partite di calcio e schiamazzi durano 90 minuti e iniziano e finiscono...

2 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. È la piazza più bella di Macomer, ma chi ci abita avrebbe preferito risiedere in prossimità di uno stadio, dove almeno partite di calcio e schiamazzi durano 90 minuti e iniziano e finiscono mezz’ora prima e dopo la partita. In piazza Pertini, invece, con l’arrivo del bel tempo è una giostra continua. «Qui – raccontano alcuni abitanti delle case che si affacciano sulla piazza e nella vicina via Giotto –, si radunano gruppi di ragazzetti che suonano, cantano, schiamazzano, gridano e giocano a pallone fino alle due o alle tre del mattino. Arrivano dopo cena e si scatenano. A volte portano anche dei tamburi e all’una del mattino continuano a suonare e a schiamazzare incuranti del fatto che qui vivono persone che l’indomani lavorano e hanno necessità di riposare. C’è chi si alza presto e percorre più di cento chilometri per andare al lavoro. Se non si è chiuso occhio durante la notte è facile immaginare con quale spirito e con quale lucidità ci si svegli al mattino».

Durante la notte il rumore delle pallonate rimbomba svegliando tutti. Una volta un pallone è finito su un terrazzo. Un ragazzo si è arrampicato per prenderlo e sono volate parole pesanti. «Abbiamo chiamato il 113 – dicono gli abitanti della zona che hanno chiesto di manifestare il loro disagio sul giornale –, ma ci rispondono che la pattuglia è impegnata altrove in situazioni più gravi che hanno la priorità. Ci auguriamo che per intervenire da noi non aspettino che la situazione degeneri. A volte l’esasperazione porta a reazioni sconsiderate».

La movida di piazza Pertini è iniziata in primavera ed è andata avanti per tutta l’estate. «È dal mese di giugno – dicono gli abitanti – che qui non si dorme più. Il venerdì e il sabato gli schiamazzi raggiungono il massimo. La domenica non si vede nessuno, ma il lunedì si riparte da capo. Non sappiamo più cosa fare né a chi rivolgerci. Abbiamo visto in faccia questi ragazzini. Sono una ventina di minorenni. Ma le loro famiglie dove sono? Bevono birra e forse fumano qualche spinello. Una ragazza ha estirpato anche un palo in ferro che blocca l’ingresso alla piazza. È necessario intervenire prima che finisca male». (t.g.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative