L’assessore: «Diventerà una risorsa»
NUORO. Ventimila euro l’anno passato, altri 24mila nel 2014, per la seconda fase di scavi prevista dal 18 agosto sino alla metà di ottobre. Sono i fondi indirizzati dal Comune verso Tanca Manna....
NUORO. Ventimila euro l’anno passato, altri 24mila nel 2014, per la seconda fase di scavi prevista dal 18 agosto sino alla metà di ottobre. Sono i fondi indirizzati dal Comune verso Tanca Manna. Cifre in linea con le ristrettezze dei tempi. L’assessore Luca Lapia non nega, ma non vuole si dimentichi un aspetto: «Ci troviamo di fronte a un intervento sinergico, che ci vede insieme alle università di Bologna e Sassari, oltre che alla Soprintendenza, dove ognuno dà il suo apporto di mezzi, finanziari o umani, e competenze». Anzi, il caso ha voluto che a Nuoro arrivasse proprio l’ateneo di Bologna, tra le poche istituzioni, di questi tempi, a investire negli scavi archeologici. «Mentre in gran parte dell’Italia si arranca sempre e soprattutto per la penuria di fondi» spiega Maurizio Catani, che guida l’èquipe di archeologi e volontari nel colle del Nurache. Un impegno che potrebbe continuare negli anni, con apporto di strumenti e conoscenze. Ci sono anche le idee e i programmi per il futuro, a iniziare da quel centro didattico dove illustrare ai visitatori cos’era il sito 3500 anni fa, quando la comunità l’ha costruito. Non manca l’attenzione della città, oltre che degli specialisti. Otto cittadini (oltre agli addetti agli scavi) hanno chiesto e ottenuto di seguire l’attività, con il solo obiettivo di conoscere meglio la storia del villaggio. Lapia anticipa anche la volontà dell’amministrazione di programmare un corso per guide archeologiche, con specifica attenzione al periodo e alle informazioni sul sito di Tanca Manna. Un tassello in più per costruire intorno al nuraghe mono-torre dell’età del bronzo il centro del’ambizioso percorso archeologico cittadino. (f.p.)
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