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Pulizia dei terreni con il fuoco

Pulizia dei terreni con il fuoco

Situazioni di pericolo per una pratica non sempre autorizzata

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MACOMER. Inizia la stagione degli abbruciamenti. In vista delle piogge si dà fuoco al fieno e agli sterpi per pulire il pascolo e favorire la crescita dell’erba. Non sempre si tratta di operazioni autorizzate e controllate. Ne derivano situazioni di pericolo dovute soprattutto all’iniziativa sconsiderata di chi appicca il fuoco per ripulire i terreni da pascolo e lo lascia poi incustodito. Poichè si prevede che pioverà entro settembre, molti hanno iniziato a bruciare. Si è bruciato anche in prossimità della Macomer-Nuoro, dove martedì pomeriggio il fuoco ha percorso meno di un quarto di ettaro di terreno senza però causare danni. Tra qualche giorno il fenomeno assumerà una dimensione diversa e il Marghine diventerà un immenso braciere. Spesso si brucia senza controllo e le fiamme sfuggono allargandosi ai terreni vicini. Il periodo è ancora a rischio e per provocare un incendio basta poco: un po’ di vento e l’erba resa secca dalla stagione siccitosa. Talvolta, come accade da sempre, si dà fuoco lasciando che l’incendio faccia il lavoro da solo. La pratica dell’abbruciamento ha origini antiche. Si tratta di un’usanza che è stata recepita dalle norme regionali per la prevenzione e la lotta agli incendi. Dal 15 settembre al 31ottobre si può chiedere l’autorizzazione al Corpo forestale per procedere alla pulizia dei pascoli bruciando il fieno vecchio che le pecore non mangiano più. Il pericolo è costituito dagli abbruciamenti clandestini. (t.g.t.)

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