Legler, cento operai rischiano la revoca degli ammortizzatori
Siniscola, tra poco più di tre mesi scade la mobilità ordinaria Contini (Femca-Cisl): Regione e Stato devono dare risposte
SINISCOLA. Quasi cento cittadini rischiano di rimanere senza reddito. Tanti sono gli ex lavoratori dello stabilimento Legler di Siniscola ai quali il 31 dicembre, cioè tra poco più di 3 mesi, scade la mobilità ordinaria. A partire dal primo gennaio 2015 potrebbero rimanere senza il becco di un quattrino. La mancanza di risposte sicure sta favorendo un clima di incertezza e di grande preoccupazione. La revoca degli ammortizzatori sociali e le fosche previsioni che si prospettano all’orizzonte rischiano infatti di mandare in default decine di famiglie. Un numero così vasto di persone lasciate senza reddito darebbe inoltre un colpo durissimo all’economia locale, impantanata in una crisi senza precedenti che ha dato vita a numerose emergenze sociali. Di lavoro non ce n’è, a Siniscola.
E negli ultimi anni anche le realtà imprenditoriali più floride della Sardegna –come è stata per decenni la Marfili, poi diventata Legler– non hanno resistito alle congiunture economiche sfavorevoli, decretando la morte del settore tessile del Nuorese. La consolazione degli ammortizzatori sociali ha consentito a queste famiglie di andare avanti a fatica. Ora anche quella timida “sicurezza” rischia di essere sepolta dalle recenti riforme. La questione verrà analizzata giovedì prossimo, alle 10, nella sala consiliare del comune di Siniscola, in via Roma. Ex dipendenti ed organizzazioni sindacali faranno il punto della situazione, valutando le nuove strade da percorrere per evitare che gli ex Legler rimangano senza sostegno economico. Nessuno chiede regali. Occorre però rimettere mano con urgenza alle politiche occupazionali per creare nuovo lavoro ed evitare il tracollo. Il futuro dei lavoratori del polo tessile rappresenta una delle vertenze più massicce del Nuorese, dove globalmente sono circa un migliaio le persone senza posto di lavoro che rischiano di rimanere anche senza gli ammortizzatori sociali. I sindacati sono in pieno movimento. I tempi sono strettissimi. La mobilità ordinaria per gli ex Legler scade a fine dicembre. Cioè tra pochissime settimane. Il giro di assemblee è preludio di nuove mobilitazioni per tenere vivo il confronto e provare a risollevare le sorti di un territorio dove al posto di decine di fabbriche e aziende sono rimaste frotte di persone senza lavoro e capannoni in stato di abbandono.
Giovedì 25 settembre, così, a Siniscola si parlerà ancora una volta di disoccupazione, ammortizzatori sociali e prospettive future per il territorio. «Occorre trovare una soluzione concreta – afferma Katy Contini del sindacato Femca-Cisl – riaprendo la vertenza tessile affinché Regione e Stato diano risposte a questi lavoratori. Bisogna agire per creare nuovi posti di lavoro. Questo può avvenire solo se le istituzioni si impegnano a rendere appetibili i territori, stimolando la nascita di nuove realtà produttive. È indubbio che vadano trovate nuove soluzioni e date risposte ai lavoratori del polo tessile».
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