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L'arbitro finisce davanti al giudice: «Ha diffamato l’espulso»

L'arbitro finisce davanti al giudice: «Ha diffamato l’espulso»

Nuoro, il direttore di gara chiamato a processo per la pubblicazione da parte della Figc del bollettino dei provvedimenti disciplinari. Tra i testimoni Carlo Tavecchio

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NUORO. È finito a processo con l’accusa di aver diffamato, “a mezzo stampa”, un giocatore di calcio di Burgos che aveva espulso durante una partita di qualche anno fa. E nelle prossime udienze per ricostruire meglio l’intera vicenda, tra i testi citati dalla difesa, ci sarà anche il presidente nazionale della Figc, Carlo Tavecchio.

Ieri mattina, invece, davanti al giudice monocratico del tribunale di Nuoro, ha deposto la parte offesa: ovvero lo stesso giocatore espulso, Domenico Solinas, che poi aveva sporto querela per diffamazione nei confronti dell’arbitro, e attuale imputato Fabio Santoru, di Olbia.

L’oggetto del contendere era un comunicato che la Figc aveva pubblicato nel sito del comitato regionale e che poi era stato ripreso dai giornali. Nel comunicato si dava conto degli ultimi provvedimenti disciplinari assunti. In uno di quei comunicati, per l’appunto, figurava il nome del calciatore espulso, con tanto di motivazione dell’espulsione, che gli era costata sette giornate di squalifica disposte dal giudice sportivo. Nella motivazione si faceva riferimento al fatto che il giocatore, secondo il comunicato, aveva insultato l’arbitro Santoru che lo aveva espulso e aveva preso a calci l’auto di quest’ultimo.

Il giocatore, nel leggere quel comunicato, si era sentito evidentemente diffamato: tant’è che aveva sporto querela. Ieri, la vicenda, è approdata dunque in tribunale a Nuoro per l’audizione di uno dei testi chiave dell’accusa: il giocatore .

Il giovane, ha ricostruito dunque la vicenda fino al momento nel quale, leggendo il comunicato stampa, ha appreso di essere stato espulso per motivi che evidentemente riteneva non veri e diffamanti. Lo stesso giocatore, rispondendo alle domande dell’avvocato di Santoru, Francesco Atzeni, ha negato tuttavia di aver giocato quella partita, spiegando di essere stato un semplice guardalinee. Ma la difesa gli ha mostrato gli elenchi dell’epoca nei quali risultava il numero 11. L’avvocato Atzeni, all’epoca, era anche il designatore arbitrale dello stesso Santoru. (v.g.)

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