Il Pg: estorsioni a San Teodoro, confermate 18 anni
SAN TEODORO. Per la sentenza d’appello bisognerà attendere ancora un paio di settimane. È stata fissata per metà ottobre, infatti, la pronuncia di secondo grado nei confronti di Antonio Merlino,...
SAN TEODORO. Per la sentenza d’appello bisognerà attendere ancora un paio di settimane. È stata fissata per metà ottobre, infatti, la pronuncia di secondo grado nei confronti di Antonio Merlino, siciliano da tempo trapiantato nella bassa Gallura, condannato in primo grado a 18 anni con l’accusa di essere uno dei presunti estortori e attentatori che tra il marzo del 2010 e il 24 novembre dello stesso anno, aveva messo a segno ventuno episodi intimidatori a San Teodoro nei confronti dell’imprenditore Gianfranco Sedda e di altri suoi colleghi di lavoro. Ieri mattina, in corte d’appello a Sassari, il procuratore generale Pintus, al termine della sua requisitoria, ha chiesto per Merlino la conferma della condanna di primo grado: 18 anni. La difesa di Merlino, rappresentata dall’avvocato Mario Lai, ha replicato con un’arringa scrupolosa nel corso della quale ha ripercorso, punto per punto, le falle dell’inchiesta. La corte d’appello si pronuncerà, dunque, a metà ottobre.
La sentenza di primo grado, invece, risale al 24 maggio dell’anno scorso. A Merlino erano stati attribuiti due tentativi di omicidio commessi nei confronti dell’imprenditore Gianfranco Sedda, e di Emilio Tuccone, noto Silvio, un altro imprenditore della zona.
A inchiodarlo, secondo l’accusa, nel 2010, era stato un mozzicone di sigaretta lasciato incautamente davanti a uno degli obiettivi presi di mira, e sul quale aveva lasciato una traccia dal quale era stato estrapolato in seguito il suo Dna. Sempre secondo l’accusa, Merlino era stato inchiodato anche dal fatto che si era presentato a volto scoperto nell’atto di consegnare una lettera minatoria. Ed era stato riconosciuto. (v.g.)
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