La festa di San Francesco mobilita i pellegrini
Grandi preparativi dei fedeli in vista del percorso notturno del 4 ottobre Trentacinque i chilometri da percorrere dalla città al santuario di Lula
NUORO. Come è noto la festa di San Francesco si svolge in due distinti momenti: per due giorni, sotto l’aspetto organizzativo-religioso, a ottobre, e dall’1 al 10 maggio nel santuario di Lula, con i “novinantes”. Il primo appuntamento con i pellegrini è fissato per la notte del 4 ottobre, con partenza, a piedi, dei devoti al santo. Trentacinque i chilometri da percorrere tra Nuoro e il santuario di San Francesco, in territorio di Lula. Si tratta di un percorso campestre tra Nuoro e il santuario, dove si arriva a destinazione il mattino successivo nel priorato del villaggio. Qui vengono ospitati e rifocillati con caffellatte e biscotti, dopo il lavaggio dei piedi.
Il secondo pellegrinaggio e la novena hanno luogo dal 1 al 10 maggio (giornata del rientro a Nuoro, con sosta in una postazione a 12 chilometri dalla città (esattamente nella località denominata S’arbore), dove viene organizzato uno spuntino al quale prendono parte il vecchio priore, insieme ai collaboratori e gli invitati che arrivano da Nuoro. Qui i due priori si scambiano lo stendardo e le effigi del Santo. A sera il rientro in città, accompagnati dai cavalieri, che fanno tre giri intorno alla basilica del Rosario, in pieno centro storico. Poi il nuovo priore viene accompagnato a casa. Durante la permanenza nel santuario i “novinantes” che devono presenziare nel santuario per sciogliere un voto, restano ospiti del priore, che ogni giorno deve provvedere a fornire loro il filendeu e la carne degli ovini, bovini e suini poi macellati attraverso le offerte dei paesani del comprensorio barbaricino. La sagra si conclude il decimo giorno dall’inizio della novena, con l’incontro della popolazione del comprensorio. Il corteo si scioglie a casa del nuovo priore, che custodirà lo stendardo fino al maggio successivo. La festa nasce nel 1600 con la richiesta di protezione da parte del latitante nuorese Francesco Tolu, accusato di omicidio, costituitosi poi ai carabinieri. Processato, fu assolto. A quel punto l’imputato s’impegnò a far costruire a sue spese il piccolo santuario, che due volte all’anno i penitenti nuoresi raggiungono in preghiera per tenere fede all’impegno con il santo di essere premiati con lo scioglimento del voto. Da qui i due appuntamenti che danno tono e prestigio alla cerimonia religiosa, considerata tra le più importanti tra le feste religiose isolane.
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