Caso Tari, consiglio comunale esautorato del suo ruolo
NUORO. «Quale sia l’atteggiamento dell’attuale giunta nei confronti dei cittadini, lo abbiamo potuto vedere, non apprezzare, nelle assemblee pubbliche svoltesi recentemente». Il riferimento è alla...
NUORO. «Quale sia l’atteggiamento dell’attuale giunta nei confronti dei cittadini, lo abbiamo potuto vedere, non apprezzare, nelle assemblee pubbliche svoltesi recentemente». Il riferimento è alla protesta contro la Tari e chi scrive è la segreteria politica della Città in Comune, movimento politico che sta alla minoranza. «L’applicazione della democrazia non è nelle prerogative dell’amministrazione locale. Tutto si è svolto con arroganza e prepotenza che, per chi non lo sapesse, è esattamente quanto succede da anni anche nelle sedute di consiglio comunale. La città scopre la vera identità di una giunta in difficoltà davanti ai crescenti e incalzanti tributi quali la Tari, e a breve la Tasi, l’Imu, l’Irpef, la Tares, tutti pericolosamente in aumento e causa di ulteriore dissanguamento in una città di per sé anemica. Il consiglio comunale, soprattutto quello inutilmente convocato il 7 agosto in occasione della discussione della Tari, lo dimostra chiaramente – va avanti una nota del gruppo –. Infatti, basterebbe leggere attentamente gli avvisi bonari, per avere la percezione dell’inutilità di un consiglio chiamato a ratificare decisioni già definite: le scadenze per il versamento, comprese di cifre vengono indicati nei modelli con le seguenti date: pagamento in unica soluzione – scadenza 16.06.2014; pagamento rateale con 1ª rata con scadenza 30.07.2014. Tutte corredate dei relativi importi. Si capisce bene da queste due date, comunicate prima del consiglio comunale, come lo stesso venisse esautorato del suo ruolo, considerato che i calcoli erano già stati fatti e resi noti ai cittadini. Questa è la prova della considerazione che questa giunta nutre del consiglio comunale, sia della maggioranza, sia dei consiglieri di opposizione. Stessa considerazione che riservano alla cittadinanza: nessuna meraviglia dunque, solo una conferma consolidata. Lamentano ora fastidio e prurito e, indolenti davanti alle lamentazioni della città (associazioni di categoria, sindacati, opposizione in consiglio comunale, liberi cittadini, libere associazioni, gruppi politici), perseverano nascosti a coltivare un tipo di democrazia che non è la nostra».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
