Fabbricato Legler verso l’acquisto
Siniscola: la notizia, non ancora confermata, è trapelata a margine dell’assemblea degli ex lavoratori
SINISCOLA. La vertenza che riguarda gli ex operai è appena ripartita. Quella della Legler è infatti una delle pagine cruciali del territorio, dove c’è grande attenzione anche su cosa ne sarà dei capannoni ormai dismessi dello stabilimento, situato in campagna a circa un chilometro dalla Caletta. Pare infatti che ci siano grosse novità sulla cessione del vecchio fabbricato. Alcuni imprenditori hanno dimostrato interesse per l’acquisto. Di più: pare che l’edifico sia già stato aggiudicato all’asta da un’agenzia immobiliare che ha sede nel Lazio, che con la sua offerta avrebbe tagliato fuori dalla corsa almeno altri tre soggetti interessati all’affare. Il condizionale resta d’obbligo, visto che al riguardo non arriva alcuna conferma ufficiale. La notizia è però circolata a margine dell’assemblea degli ex lavoratori che si è tenuta giovedì scorso in municipio. Discorso diverso per i macchinari dello stabilimento, che tempo fa sono stati acquisiti da una società veneta che non è però riuscita, per tutta una serie di circostanze, a riscattare anche i capannoni. Facendo affievolire sul nascere il sogno di un’eventuale riapertura alla filatura della fabbrica siniscolese chiusa ormai da anni. I prossimi mesi saranno fondamentali per capire cosa ne sarà delle mura della Legler, situate in vasto lotto di terra a poche centinaia di metri dalla costa. «Auspichiamo che chiunque si aggiudicasse la struttura, possa utilizzarla per fini produttivi e per promuovere l’occupazione locale – dichiara a questo proposito il sindaco di Siniscola, Rocco Celentano – e non per finalità diverse». Da qui l’appello alle istituzioni per varare nuovi provvedimenti, come sgravi fiscali e costi energetici ridotti, per stimolare gli imprenditori ad investire nel territorio creando nuovi posti di lavoro. Anni fa anche la giunta aveva mostrato grande interesse per l’acquisizione dei fabbricati della ex Legler. Celentano aveva chiesto alla Regione di comprare la struttura (che al tempo costava 5 milioni di euro) per poi cederla al Comune. L’obiettivo era di trasformare l’ex stabilimento tessile in un cantiere nautico all’avanguardia.
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