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Nuoro

Pro loco, la nuova sede al ponte de Antoni Fiore

di Tito Giuseppe Tola
Pro loco, la nuova sede al ponte de Antoni Fiore

La struttura, una delle testimonianze del primo Novecento, ospiterà un info point Sarà allestita anche una mostra fotografica sulle orchidee selvagge del Marghine

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MACOMER. A Macomer lo chiamano “ponte”, ma è un passaggio sotto un edificio (unico in città) che caratterizza quella parte del centro cittadino. Il comune ha acquistato l’immobile, lo ha restaurato evitandone il crollo e lo ha ristrutturato in modo da destinarlo a un utilizzo diverso da quello originario di abitazione. Il “Ponte de Antoni Fiore”, una delle poche testimonianze della vecchia Macomer dei primi del Novecento, diventerà la sede della Pro Loco che aprirà un info point e vi allestirà la mostra permanente delle fotografie delle orchidee selvatiche del Marghine scattate dal naturalista Franco Sotgiu. Il “ponte” collega via Cairoli a piazza della Vittoria e al corso Umberto. Per certi versi è un ponte che mette in comunicazione il centro storico con la parte nuova della città sorta tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Il sottopasso che dal Corso accede alla via Vittorio Emanuele e gli edifici che sorgono sopra il ponte sono stati acquistati dal comune nel 2004. Ci sono voluti dieci anni per metterli in sicurezza e sistemarli in modo da renderli fruibili. L’edificio ha un certo pregio architettonico (le case antiche di un certo interesse a Macomer si possono contare sulle dita di una mano). Apparteneva alla famiglia Pitzus ed era in abbandono da anni. La parte di maggior interesse è costituita dal sottopasso, il ponte che prende il nome di un maniscalco (Antonio Fiore) che in quel punto aveva un’officina per la ferratura di cavalli e altri animali. «Abbiamo deciso di dare una sede dignitosa alla Pro Loco e aprire in centro uno sportello che sarà punto di riferimento per chi visita Macomer – ha detto il sindaco, Antonio Succu, – la Pro Loco si trasferirà dall’attuale sede provvisoria nella scuola elementare di via Roma, dove invece andrà la compagnia barracellare attualmente ospitata nel palazzo ex Inps di via Satta. La sistemazione definitiva del “Ponte de Antonio Fiore” è stata resa possibile dall’impegno dedicato dall’assessore Giovanni Lai nel seguire i lavori, che ringrazio per il lavoro e il tempo che gli ha dedicato».

Per il recupero dell’edificio e del singolare sottopasso sono stati necessari diversi interventi. Uno, il più consistente, è costato quasi 150 mila euro. Oltre al consolidamento dell’edificio e alla sistemazione dell’interno, i lavori hanno interessato anche la parte esterna. La facciata è stata restaurata con gusto rispettando le caratteristiche originarie dell’immobile. Si pone ora il problema dei graffittari, che a Macomer non sono proprio degli artisti. C’è infatti il rischio che i muri appena rimessi a nuovo vengano imbrattati da disegni e scritte. L’amministrazione comunale è già corsa ai ripari e installerà proprio in quel punto alcune telecamere della videosorveglianza.

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