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Turismo enologico a Mamoiada

Turismo enologico a Mamoiada

I vini di Montisci, Puggioni e Sedilesu carta vincente del paese dei mamuthones

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MAMOIADA. Non solo Mamuthones, a far conoscere Mamoiada in Italia e all’estero adesso ci sono i famosi vini cannonau delle piccole cantine locali che hanno aperto una nuova strada sul turismo. Una bella novità che mette il centro barbaricino ai primi posti in Sardegna per il turismo enologico. Sempre di più infatti sono i gruppi di intenditori e di estimatori dei vini di queste terre che vogliono visitare i luoghi dove nasce e cresce il vitigno cannonu e soprattutto come nascano vini di qualità eccelsa. E di questi giorni la pubblicazione della Guida Espresso sui migliori vini italiani che vede ai vertici il Barrosu di Giovanni Montisci, e il cannonau di Sardegna Mamuthone di Giampiero Puggioni che si è classificato benissimo così come la pluridecorata Sedilesu. Tre piccole case di trasformazione delle uve che hanno portato il nome di Momoiada ad altissimi livelli. Il sindaco del paese, Graziano Deiana è entusiasta della nuova dimensione che sta investendo il paese da lui governato con una giunta sempre attenta su tutto ciò che è produzione locale e ambiente.

«Il Gambero Rosso, già lo scorso anno aveva pubblicato un servizio sul vino Barrosu di Giovanni Montisci che è considerato se non il migliore uno dei vini italiani più pregiati – dice –. Un riconoscimento per l’intero paese, un’evoluzione del lavoro che ci proietta in un mondo che sembrava inaccessibile. E invece la qualità ci dimostra che è dietro l’angolo. L’esempio del Barrosu – aggiunge Deiana – ci dimostra è un esempio di lavoro di serietà e di capacità. Qualità, tradizione, paesaggio, rispetto della terra e della cultura. Mamoiada offre questo ai suoi visitatori. Per esempio – conclude Deiana – Ci sono dei gruppi di svedesi che vengono da noi una volta al mese semplicemente per vivere questa atmosfera». (n.mugg.)

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