Macomer, la Cisl difende il carcere
MACOMER. Nuova presa di posizione dei sindacati contro la chiusura delle carcere di Macomer e di Iglesias, per il momento sospesa in seguito a un provvedimento del ministro della Giustizia, ma non...
MACOMER. Nuova presa di posizione dei sindacati contro la chiusura delle carcere di Macomer e di Iglesias, per il momento sospesa in seguito a un provvedimento del ministro della Giustizia, ma non ancora scongiurata. Fns-Cisl sarda ha scritto al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Gianfranco De Gesu e al vicario Silvio Di Gregorio per chiedere un incontro urgente sulle ipotesi di riorganizzazione del sistema penitenziario della Sardegna «che finora – si legge nella lettera – il sindacato ha appreso solo da stampa e social network». La Fns-Cisl dice no anche alla trasformazione della scuola della polizia penitenziaria di Monastir in centro di accoglienza per immigrati e all’eventuale riapertura di un carcere di massima sicurezza all’Asinara che definisce «scelte sciagurate e incoscienti». Sul carcere di Macomer allo stato delle cose non si hanno certezze. Una parte dei detenuti, quelli condannati per reati di terrorismo di matrice islamica, sono stati trasferiti. Nei rimangono una quarantina condannati per altri reati. La situazione nell’istituto è come sospesa. Praticamente è come se si aspettasse il via per il definitivo al disarmo della struttura nonostante la decisione del ministro di bloccare tutto per saperne di più rispetto alle motivazioni che erano alla base della decisione di chiudere l’istituto. «La chiusura di due istituti penitenziari e della scuola di polizia penitenziaria – prosegue la lettera della Federazione nazionale sicurezza della Cisl –, significa ulteriori perdite di posti di lavoro che, immancabilmente, si riversano negativamente su tutto l’indotto, quindi sui sardi». Chiede infine certezze e rispetto per i lavoratori. (t.g.t.)
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