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Nuoro

Battuta di caccia mortale, patteggia 6 mesi

Battuta di caccia mortale, patteggia 6 mesi

Il tragico incidente era avvenuto nelle campagne sulla vecchia strada statale per Orune

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NUORO. Sorridente, solo un po’ affaticato come sempre alla fine di una battuta di caccia, ma fino all’ultimo pronto ad accorrere con generosità se un amico lo chiamava in aiuto o gli chiedeva una mano. Era morto così, il 24 novembre del 2013, Raffaele Lostia, giovane nuorese amante della caccia e ricco di tante passioni.

Era morto quando il suo “baracchino”, una piccola ricetrasmittente attraverso la quale comunicava con i suoi compagni di battuta, aveva gracchiato una richiesta di aiuto: «Lele, puoi raggiungermi, che mi serve una mano per portare verso le macchine un cinghiale ucciso» gli aveva detto un compagno di caccia. Raffaele, o meglio Lele come tutti lo chiamavano, non si era tirato indietro. Sbocconcellando un panino aveva cercato di raggiungere il compagno di caccia. Era già l’imbrunire, nelle campagne di Sebariu, vicino a Nuoro, e con il buon Lele c’era anche un altro compagno, Virgilio Sabiu. Fu solo un attimo, un terribile attimo: un colpo di fucile a pallettoni colpisce il povero Lele, mentre Virgilio Sabiu viene ferito. A sparare era stato proprio il padre di quest’ultimo, Ettore Sabiu. Ieri mattina, attraverso il suo avvocato, Francesco Viola, del foro di Cagliari, ha patteggiato sei mesi davanti al gup Claudio Cozzella. I familiari di Lostia erano rappresentati dagli avvocati Gianfranco Careddu, Lucia Massidda e Claudia Cottu. (v.g.)

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