Ex Sarbe, l’asta è andata deserta
Macomer, nulla di fatto per la vendita dello stabilimento dove si imbottigliava l’acqua Funte Fria
MACOMER. L’asta per la vendita dei capannoni Sarbe di Bonu Trau, dove fino a un paio di anno fa si produceva l’acqua minerale Funte Fria, è andata deserta. Come prevede la procedura concorsuale, ci sarà una nuova asta, probabilmente all’inizio del prossimo anno. Per il momento gli immobili restano invenduti. Non è invece da escludere che si arrivi presto a un’ asta per le macchine o che si vendano in blocco. Per impianti e attrezzature utilizzati nell’attività di imbottigliamento dell’acqua minerale, infatti, pare che non manchino le manifestazioni di interesse. I soggetti interessati ci sono e sarebbero più di uno. Pare che ci sia stata anche qualche manifestazione di interesse informale. All’inizio dell’anno si parlò persino di un gruppo straniero interessato a far risorgere lo stabilimento dalle ceneri della ex Sarbe. Allo stato delle cose, però, di concreto non c’è ancora nulla. L’obiettivo resta comunque quello di vendere per cercare di riavviare l’attività. Il ripresa della produzione potrebbe avvenire anche con un nuovo marchio di acque minerali e bibite, ma si parla anche della possibilità di riprendere a produrre birra, magari con un prodotto nuovo che potrebbe conquistare spazi di mercato della provincia di Nuoro attualmente occupati da altri marchi.
La vendita in blocco degli immobili, costituiti dal lotto di terreno nella zona industriale di Bonu Trau e dal complesso composto dal capannone principale, dai locali adibiti a deposito per oli e attrezzature, dagli uffici e da due palazzine, non ha avuto successo. Il prezzo a base d’asta era di 3.474.561 euro ed era consentito un rialzo minimo in caso di gara di 69.500 euro. Era già andata deserta un’asta precedente tenuta il 19 maggio. Il prezzo era di 4.343.201 euro. L’asta a ribasso non ha richiamato compratori. È difficile che a Macomer qualcuno compri un complesso industriale delle dimensioni di quello della ex Sarbe, a meno che non intenda avviare subito un’attività in grado di remunerare l’investimento. Tenere dei locali di quelle dimensioni inutilizzati significa bloccare un capitale che non produce reddito per pagare ogni anno imposte locali da capogiro. Sarebbe, in poche parole, un investimento sbagliato.
La Sarbe srl era nata dalle ceneri dello stabilimento Dreher dopo che cessò la produzione di birra a Macomer. L’azienda nel 2012 è stata ammessa al concordato preventivo. La produzione di acqua minerale è cessata nel 2011. I periti incaricati dalla sezione fallimentare del Tribunale di Oristano hanno stimato il valore dell’azienda in 12 milioni 125mila 80 euro. Oltre al patrimonio aziendale la stima comprende anche i crediti, che non si sa, allo stato delle cose, quanto siano ancora esigibili. Il passivo ammesso a concordato ammonta invece a 8 milioni 127mila 792 euro.
Al momento della chiusura la Sarbe aveva 15 dipendenti, che inizialmente vennero collocati in cassa integrazione per poi passare alla disoccupazione ordinaria.
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