La Nuova Sardegna

Nuoro

Il prefetto: «Non è emersa alcuna carenza»

Accertamenti nella struttura per verificare se vengono rispettati gli accordi della convenzione

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NUORO. Alle 19, quando la situazione ritorna alla normalità e i manifestanti sono sul pullman che li riporterà a Tonara, il prefetto Ninni Meloni si ferma un attimo, dopo una giornata concitata, per fare il punto sulla protesta e sulle verifiche fatte dalla Prefettura. «Da quanto risulta dai nostri accertamenti e dai sopralluoghi che facciamo periodicamente, non emerge alcuna carenza sul fronte logistico e dell’accoglienza, nè nessun elemento che attesti un trattamento degli ospiti difforme rispetto a quanto stabilisce la convenzione che il ministero dell’Interno stipula con la strutture di accoglienza quindi, anche con quella di Tonara – spiega Ninni Meloni –. Ora, faremo accertamenti più approfonditi. E se dovessero emergere delle irregolarità, provvederemo a revocare la convenzione. Ma finora, nessuna delle proteste sollevate dai migranti trova riscontro. Neppure nello stesso documento che hanno presentato in questura, dove lamentano una situazione di disagio generica», prosegue il prefetto. Nel documento chiedono «di cambiare campo. Non siamo contenti delle persone che si prendono cura di noi, loro non ci risolvono i nostri problemi», si legge in una delle frasi.

«Capiamo il loro stato d’animo per l’attesa dovuta ai tempi lunghi necessari all’evasione delle pratiche per il riconoscimento dello status di rifugiato – aggiunge il Prefetto –. Come pure siamo consapevoli che la convivenza tra loro non sia semplice. Infatti, solo 26 dei 51 ospiti ha manifestato. Tra loro c’è disaccordo. Ma la loro protesta è generica, nel documento non si citano specifiche circostanze che dimostrino irregolarità rispetto alla convenzione. Abbiamo convocato già da martedì sera il titolare per capire meglio. Nella struttura ai migranti viene garantito tutto ciò che prevede la convenzione: vitto, alloggio, vestiario, letti puliti, cure mediche, un mediatore culturale che fa da interprete. E tutti sono stati messi nelle condizioni di poter parlare ogni giorno con i propri familiari attraverso la fornitura di un telefonino con collegamento Skype. Questo è quanto abbiamo accertato finora. Fermo restando che approfondiremo le verifiche». (t.s.)

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