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Nuoro

IL TESTE DEL PM

«Abbiamo dato a Rocca centomila euro, li rese in parte»

NUORO. Che l’udienza di ieri non manchi di sorprese, lo si capisce già dalle prime battute, quando l’avvio del processo slitta di più di un’ora perché uno dei giudici popolari titolari ha un malore e...

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NUORO. Che l’udienza di ieri non manchi di sorprese, lo si capisce già dalle prime battute, quando l’avvio del processo slitta di più di un’ora perché uno dei giudici popolari titolari ha un malore e viene portato in ospedale per un controllo. Ma per fortuna torna poco dopo in aula e in perfetta forma.

E così, sono le 10.30 trascorse da qualche minuto quando il processo comincia. E l’avvio è riservato alla deposizione dell’unico teste “ex articolo 507” (l’ammissione di nuove prove) chiamato a deporre dal pm Danilo Tronci. Si tratta di uno dei fratelli Loi di Nughedu Santa Vittoria considerati testimoni importanti di una indagine integrativa disposta dall’accusa qualche mese fa. Tempo fa era emerso, infatti, che i fratelli Loi, alla fine del 2007 avessero prestato circa 100mila euro a Francesco Rocca. Un prestito e una cifra considerati importanti dal pm, perché secondo l’accusa quei soldi, Rocca, li avrebbe chiesti per poter pagare poi il killer della moglie Dina. «Mio fratello Agostino – ha raccontato ieri Maria Rosa Loi – ci aveva detto se potevamo prestare quei soldi al suo amico Francesco Rocca, che gli servivano per un investimento immobiliare. Noi glieli abbiamo dati, ci bastava la parola di mio fratello. Poi di quella cifra, Rocca ce ne ha restituito una parte, 40mila euro. L’altra no, ma del resto, dopo quello che era successo, con la morte della moglie, chi andava a chiederglieli? Anche se in precedenza lo avevamo sollecitato. Una volta lo avevo fatto quando lo avevo incontrato per caso a Nuoro». Il pm Danilo Tronci, alla fine dell’udienza, ha chiesto ai giudici che venga chiamato a deporre anche il fratello di Maria Pasqua, Agostino Loi. (v.g.)

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