La Nuova Sardegna

Nuoro

Il Consiglio discute i progetti sul futuro dell’inceneritore

di Tito Giuseppe Tola
Il Consiglio discute i progetti sul futuro dell’inceneritore

Macomer, varie tesi a confronto nella discussione in aula Succu: «Nella zona il tasso di diossina è tra i più bassi»

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MACOMER. Tutti concordano sulla necessità di non incenerire i rifiuti, ma le posizioni divergono sui tempi di dismissione dell’inceneritore di Tossilo. Su questo tema si è soffermata l’attenzione del consiglio comunale di Macomer nella riunione di mercoledì. Nel dibattito, che ha impegnato tutti i gruppi politici, i consiglieri hanno manifestato le diverse posizioni, che variano anche all’interno della stessa maggioranza, ed è emersa una novità che riguarda gli aspetti sanitari. Dalla relazione sulla valutazione dello stato di salute della popolazione condotta dalla Asl di Nuoro tra il 2006 e il 2009 e tra il 2011 e il 2013, risulta che l’area di Macomer, confrontata con le aree di Nuoro, Ottana-Bolotana, Sorgono e Siniscola, ha il più basso indice di mortalità. Al primo posto tra le cause di morte sono le malattie dell’apparato cardiocircolatorio, seguite dai tumori. Macomer, inoltre, detiene il più basso tasso di malattie all’apparato respiratorio di tutta la Asl. I dati, che per certi versi e anche se in modo empirico smentiscono alcune preoccupazioni sullo stato di salute delle popolazioni della zona legato alle emissioni dell’inceneritore, li ha resi noti il sindaco, Antonio Succu, il quale ha fornito anche altri dati riguardanti le emissioni prodotte nel processo di incenerimento. La più evidente riguarda la diossina. La soglia massima consentita è di 0,1 nanogrammi (è la miliardesima parte del grammo) per metro cubo. Dai dati forniti dal sindaco risulta che la presenza massima rilevata dalla centralina è di 0,000388 ng. per metro cubo, quasi trecento volte in meno la soglia consentita. Ciò non significa che l’inceneritore sia una presenza salutare e su questo hanno concordato tutti gli interventi. Giuseppe Ledda ha detto che è fondamentale puntare di più sulla differenziazione, il recupero, il riuso e la minor produzione di rifiuti ricordando che il territorio ha già dato per vent’anni al processo di trattamento dei rifiuti facendosi carico di un inceneritore e una discarica. Ha proposto quindi un referendum per sentire il parere della popolazione. Federico Castori ha fatto notare che il nuovo progetto non prevede le piattaforme di differenziazione, che sono poi quelle che in futuro creeranno occupazione, per cui Macomer rischia di rimanere beffata tenendosi la parte “sporca” del processo. Giuseppe Pirisi ha posto l’esigenza di creare a Macomer «la fabbrica del rifiuto», cioè le piattaforme per il trattamento meccanico e manuale per andare poi al superamento dell’incenerimento. L’assessore all’Ambiente, Marco Gordini ha sottolineato la necessità di puntare su un sistema integrale completo che garantisca il lavoro e che apra alla dismissione dell’inceneritore. Riccardo Uda ha parlato di impegni mancati e del rischio che Macomer subisca la beffa dello scippo delle piattaforme. Giovanni Biccai, che è stato presidente della Tossilo, si è detto contrario al progetto del Consorzio perché non è quello che era stato predisposto a suo tempo. A fine riunione è stata votata la mozione delle minoranze per la contrazione di un mutuo da un milione di euro per coprire i debiti fuori bilancio ed evitare l’aumento dell’addizionale Irpef alle fasce di reddito più basse. La mozione è stata bocciata a maggioranza.

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