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La mamma del bimbo ferito: irresponsabile non vietare i petardi

La mamma del bimbo ferito: irresponsabile non vietare i petardi

«Mio figlio di 21 mesi sta bene ma è molto spaventato» Il comitato della festa di Siniscola: sbagliato tollerare i botti

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SINISCOLA. «Ho ricevuto la solidarietà di tanti miei concittadini, ma nessun amministratore comunale ha inteso porgermi le scuse a nome della comunità per quanto era accaduto. O annunciare provvedimenti che vieteranno l’uso di questi micidiali petardi nelle prossime festività che svolgeranno in paese. Mi dicono che il sindaco non è in paese in questi giorni, ma avrebbero potuto farlo il suo vice o un assessore». A parlare è Marilena, giovane mamma del bambino che domenica è stato ferito a un occhio da un mortaretto lanciato da un gruppo di adolescenti. Il petardo ha raggiunto il bambino in pieno viso, ed è stato solo per la prontezza di riflessi della mamma che le conseguenze non sono state più gravi. La donna infatti con un gesto della mano ha allontanato il petardo, che si era fermato tra il naso e un occhio del bimbo, facendolo esplodere a qualche metro di distanza. Ma il contatto con la miccia innestata ha creato comunque problemi, bruciando una palbebra e danneggiando una cornea. Al momento il piccolo è fuori pericolo (al pronto soccorso gli erano stati assegnati cinque giorni di cure), anche se l’episodio potrebbe avere conseguenze di natura psicologica. «Mio figlio ha avuto problemi in gravidanza e durante i primi mesi di vita a causa di un’infezione – dice la donna – è un bambino particolarmente delicato e suggestionabile. Da domenica è molto turbato e spaventato».

Passato lo spavento, cosa farà ora la signora Marilena? «Sto valutando di presentare denuncia contro ignoti – dice la donna – È una questione di principio. Mio figlio poteva perdere la vista per un comportamento dovuto ad adolescenti irresponsabili ma nei fatti avallato dagli adulti». Chi? «Gli stessi ambulanti che ad ogni festa vengono in paese carichi di petardi di ogni tipo e dimensione, soddisfatti perché qui fanno affari d’oro, come sottolineano loro stessi. E i genitori di quei bambini irresponsabili perché non vigilano su quanto fanno i propri figli. Anche se mi è stato detto che in qualche caso incoraggiano l’uso dei petardi. Condanno anche il comportamento di chi deve tutelare l’incolumità dei cittadini, a cominciare dai vigili urbani. I petardi erano in bella mostra tra la mercanzia degli ambulanti: è corretto tutto ciò? Si possono vendere? Si conoscono la loro provenienza, trattandosi di “giochi”, e la loro innocuità?».

Sulla stessa linea il comitato della Leva del ’68, cui quest’anno è toccato organizzare i festeggiamenti per la Madonna delle Grazie. A nome di tutti i componenti parla il presidente Carmelo Amabile. «Ciò che è successo è inqualificabile. A parte il gravissimo episodio del figlio di Marilena, alla quale va tutta la nostra solidarietà, domenica è risultato evidente a tutti come le strade del centro, dove si svolgeva la festa, fossero in balìa di un pugno di adolescenti, in qualche caso bambini di dieci anni, che facevano esplodere impunemente i loro petardi. Camminare in mezzo alla strada senza sobbalzare ad ogni botto era quasi impossibile. E mi risulta che ci siano stati altri feriti lievi». Ma come mai nessuno tra gli adulti è intervenuto? «Perché molti adulti, in modo incosciente, tollerano questo fenomeno, in qualche caso addirittura lo incentivano. Non è proprio questo il modo di educare». (p.me. e s.mart.)

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