Pd, il congresso rinviato a domenica
Ennesimo colpo di scena: la decisione è stata presa dal segretario provinciale Giuseppe Pirisi dopo una notte di riflessione
NUORO. La bufera si è scatenata all’improvviso, quando tutte le polemiche sembravano sopite e i dissidi dei giorni scorsi superati al termine di una lunga, contrastata e faticosa riunione della Commissione provinciale per il congresso del Partito democratico. L’accordo per celebrare il congresso provinciale e votare il segretario sabato pomeriggio dalle 15 era stato raggiunto nella tarda serata di mercoledì. Ma all’appuntamento fissato per ieri mattina alle 9,30 per definire la convocazione è saltato tutto. «La Commissione provinciale per il congresso riunitasi in via straordinaria ed urgente, a seguito della comprovata inerzia del segretario cittadino, assume, ai sensi del regolamento congressuale e della delibera n.4 della Commissione regionale per il congresso, la decisione di convocare il congresso cittadino per domenica 19 ottobre con inizio alle ore 15 all’hotel Sandalia».
Un fulmine a ciel sereno. Anche perchè il segretario cittadino Francesco Manca alle 9,30 si era presentato in segretario con le oltre 1200 lettere di convocazione al congresso da inviare agli iscritti co n provcedure d’urgenza e con le modalità previste nell’accordo faticosamente raggiunto poche ore prime. Che cosa sia successo durante quelle poche ore della notte non è stato possibile scoprirlo, ma la decisione del segretario provinciale Giuseppe Pirisi ha riacceso le polemiche. « Non avevo altra scelta – ha spiegato il segeratrio provinciale –. I tempi erano ristrettissimi e il ritardo del segretario cittadino nel fare le convocazioni per sabato mi ha costretto a prendere in mano la situazione e prendere una decisione diversa ma che permetterà agli iscritti di poter partecipare».
«Questa è l’ennesima irregolarità del segretario Pirisi in questa triste e per fortuna ormai prossima a finire stagione congressuale – ha reeplicato Francesco Manca, che da alcune settimane sta combattendo una battaglia a colpi di ricorsi sulla regolarità del congresso –. Pirisi ha convocato la Commissione provinciale del congresso, peraltro senza il numero legale, e deciso di spostare il congresso a domenica 19. Decisione che, a suo dire, sarebbe maturata dall’inerzia del sottoscritto a convocare il congresso. Incredibile – ha insistito Manca – visto che nella serata di mercoledì mi sono attivato per stampare le lettere di convocazione e le buste con gli indirizzi degli iscritti. 1207 lettere già in partenza e che sono state bloccate dalla decisione unilaterale del segretario provinciale. In più – ha aggiunto il segretario cittadino del Pd – quando ho richiesto di partecipare alla riunione della Commissione per avere spiegazioni, sono stato cacciato via dalla stanza. Dal resoconto dei commissari è emerso che non tutti erano a favore della proposta del segretario Pirisi di rinviare il congresso a sabato con un aggravio di spese per raggiungere tutti gli iscritti del Pd e metterli a conoscenza della data del congresso – ha sottolineato Manca –. Anche il fatto di essersi autonominato garante del congresso, senza alcuna votazione o designazione della commissione è un’irregolarità. Rinvio e autonomina sono l’ennesimo abuso, l’ennesima irregolarità conclamate di questa tormentata stagione congressuale. Ma la misura è ormai colma. Quale garanzia può dare Giuseppe Pirisi al congresso se lui stesso è oggetto di oltre 10 ricorsi ancora pendenti per irregolarità formali e sostanziali come aver vietato il voto ai giovani di Macomer, cancellato date di congresso a suo piacimento, non nominato garanti? Comunque finisca – ha comncluso il segretario cittadino – questo congresso ha perso credibilità e non ctredo che finirà domenica sera».
«Anche io avrei preferito dedicarmi alla politica – ha replicato Giuseppe Pirisi – ma sono stato costretto a intervenire perché la situazione stava precipitando».
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