Violenza sessuale in discoteca, assolto un barman di Oristano
ARBATAX. «La presunta vittima della violenza sessuale non era attendibile», perché, per sua stessa ammissione, aveva assunto diversi bicchieri di vodka e arancia e non in modiche quantità. Inoltre,...
ARBATAX. «La presunta vittima della violenza sessuale non era attendibile», perché, per sua stessa ammissione, aveva assunto diversi bicchieri di vodka e arancia e non in modiche quantità. Inoltre, ha sostenuto sempre la difesa, la presunta vittima ha fornito «una falsa rappresentazione della realtà»: tant’è che diversi testimoni l’hanno smentita.
Infine, a scalfirne l’attendibilità, ha precisato sempre la difesa rappresentata dall’avvocato Gianfranco Siuni, è emblematico «il comportamento tenuto dalla stessa nei momenti precedenti la supposta aggressione sessuale», quando, con «modalità truffaldine» era riuscita a farsi consegnare una banconota da 50 euro da un cliente, spacciandosi per una dipendente della discoteca. Con queste motivazioni, insomma, la difesa è riuscita a far assolvere con formula piena, “perché il fatto non sussiste” un barman di Oristano, Marco Puggioni, finito a processo con l’accusa di aver abusato di una turista inglese in vacanza. Il processo si è concluso in questi giorni con una piena assoluzione dell’imputato “perché il fatto non sussiste”. I fatti contestati risalivano al 18 agosto 2011 e lo sfondo era la discoteca Arabax di Arbatax. In quei giorni una turista inglese di 21 anni aveva denunciato un barman della discoteca, Marco Puggioni, accusandolo di violenza sessuale. I medici tuttavia, non avevano posto in evidenza alcun trauma legato alla presunta violenza. Ma non basta: come ha fatto rilevare il difensore di Puggioni, Gianfranco Siuni c’erano diversi testi che smentivano la sua ricostruzione dei fatti. (v.g.)
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