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Nuoro

Tirso inquinato? «Colpa del depuratore»

di Federico Sedda
Tirso inquinato? «Colpa del depuratore»

Ottana, i dipendenti dell’impianto Tas reagiscono duramente alle accuse di Paolo Clivati, il patron di Ottana Energia

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OTTANA. Moria di pesci nel Tirso, nuovo fronte dell’inquinamento industriale. Dopo quello di Ottana Polimeri c’è anche un altro fronte di fibrillazione nel sito industriale di Ottana. È quello dei lavoratori dell’ impianto di depurazione (Tas), che negli anni scorsi sono passati alle dipendenze del Consorzio industriale provinciale, l’ex Asi.

Nel mirino dei lavoratori non c’è solo l’ente consortile, che non avrebbe dato seguito ad alcuni accordi aziendali sull’organizzazione del lavoro, ma soprattutto il patron di Ottana Energia, Paolo Clivati, che avrebbe ribaltato sugli operatori del Tas l’accusa di avere provocato l’inquinamento del Tirso e la conseguente moria di pesci.

La vicenda risale alla fine dello scorso luglio quando, sulle sponde del fiume, nelle campagne tra Ottana e Sedilo, ci fu una enorme moria di pesci. Un vero e proprio disastro ambientale con centinaia di pesci morti galleggianti sull’acqua. L’indagine avviata dal corpo forestale e di vigilanza ambientale di Nuoro ha portato al sequestro di un serbatoio adibito allo stoccaggio di soluzione ureica e di un’area contamina dalla fuoriuscita della stessa soluzione chimica usata nel ciclo produttivo della centrale elettrica di Ottana. I prelievi di materia vegetale e di campioni di acqua e di suolo, eseguiti in collaborazione con l’Arpas di Nuoro e il dipartimento di Agraria dell’università di Sassari, hanno evidenziato la presenza di sostanze inquinanti provenienti dalla vicina zona industriale. Da qui l’avvio delle indagini, tutt’ora in corso, coordinate dalla procura della Repubblica di Nuoro. Gli inquirenti hanno interrogato diversi operatori del depuratore e della centrale elettrica nel tentativo di stabilire le cause e le responsabilità della fuoriuscita dell’urea, una sostanza inquinante che contiene ammoniaca. Il reato ipotizzato è quello di disastro ambientale. Le indagini non sono ancora concluse. In attesa delle decisioni della procura, i lavoratori del depuratore, ultimo impianto del ciclo di bonifica prima dello scarico delle acque nel Tirso, mettono le mani avanti, respingendo l’accusa di essere responsabili dell’inquinamento del fiume. E puntano il dito contro Paolo Clivati che avrebbe riversato qualsiasi responsabilità sugli operatori del Tas. “Come lavoratori – scrivono in un documento – prendiamo assoluta distanza dalle dichiarazioni che Clivati ha fornito agli enti ufficiali intervenuti in seguito alla moria di pesci nelle quali ribalta alla gestione del Tas la responsabilità dell’accaduto. Questa versione dei fatti non corrisponde alla realtà”. Spetterà ora agli inquirenti accertare le reali responsabilità. Intanto, dopo il caso ancora irrisolto delle pecore nere, a Ottana, sull’inquinamento, si apre un nuovo capitolo.

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