La Nuova Sardegna

Nuoro

In mensa pasti a chilometro zero

di Mattia Sanna
In mensa pasti a chilometro zero

Novità nella scuola elementare di Mamoiada. Obiettivo: educare i bambini a una sana alimentazione

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MAMOIADA. Mangiare bene, spendendo meno. Questo lo slogan della amministrazione mamoiadina che ha introdotto nelle scuole elementari la mensa a chilometro zero. Una grande novità per i centoventi bambini che frequentano il corso a tempo pieno. Finora la distribuzione del pranzo, preparato a distanza e trasportato a Mamoiada, non rispondeva agli standard auspicati dalla giunta. «Pertanto – racconta il sindaco Graziano Deiana – abbiamo immaginato che il servizio dovesse essere costruito attorno a quelle che sono le regole delle cosiddette economie di scala, puntando, al contempo, su una maggiore efficienza e su una minore spesa». E così il Comune ha messo a disposizione una cucina dove saranno preparate le pietanze per i piccoli. Grazie a questo investimento si è riusciti ad abbattere i tempi di preparazione e di somministrazione e si sono innalzati, di conseguenza, i livelli di qualità del cibo. Da quello che apparentemente può sembrare un piccolo accorgimento è nato, dunque, un risparmio di circa 40 centesimi a pasto. Il municipio, dal canto suo, ha stanziato dal bilancio altri 10mila euro, che si sono sommati agli 8mila già accantonati l'anno scorso. In poche parole, il costo di un pasto è sceso dai 3,36 euro dell'anno scolastico precedente ai soli 2,20 euro attuali.

«Un risparmio importate – sottolinea il sindaco – in tempi di sforbiciate e di nuove tasse. I cittadini avranno un po' di pazienza e comprensione in più se per far fronte agli stanziamenti a favore della scuola dovremmo trascurare qualche buca nelle strade». Nel documento contabile sono stati stanziati per la erogazione dei pasti nella scuola primaria (in gestione a una ditta di Gavoi) ben 50mila euro. Tra due anni, contestualmente con le elementari, anche nell'istituto dell'infanzia si dovrà rinnovare l'appalto, arrivando a circa duecento coperti quotidiani, rientranti nel medesimo contratto. Un numero considerevole, puntando sul quale si potranno ottenere altri apprezzabili risparmi. L'aspetto economico, d'altra parte, non è l'unico aspetto positivo della vicenda. La mensa, infatti, impiegherà personale del paese (una cuoca e due aiutanti) e funzionerà a chilometro zero: per i pranzi dei bambini saranno utilizzati soprattutto prodotti locali, certificati e biologici. Una scelta coerente e in linea con la tutela delle piccole realtà agricole, presenti in gran numero nell'entroterra isolano, spesso impoverite e strozzate dai grossi marchi industriali. «Una scelta – spiega l'assessore alla cultura Agostino Melis– che ha come obiettivo quello di educare i più piccoli a un'alimentazione sana e genuina, all'interno di un contesto di socialità e di gioco».

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