Teatro Eliseo, per il perito parcella quintuplicata
«Per quattro anni la struttura è rimasta aperta pur non essendo a norma» Saiu (Pdl) torna all’attacco dopo l’affidamento di un nuovo incarico
NUORO. «Stiamo lavorando, già da tempo, per risolvere il problema». Bisogna realizzare solo «piccoli interventi». Pierluigi Saiu, capogruppo di opposizione in consiglio comunale ricorda, e sottolinea, le parole degli assessori allo Sport (Moro) e ai lavori pubblici (Cadeddu) del 14 ottobre scorso quando entrambi rassicuravano tutti dopo il caso sollevato dalla lettera del comando provinciale dei vigili del fuoco in cui si comunicava all’amministrazione comunale che «a tutela della pubblica e privata incolumità» il teatro Eliseo non avrebbe potuto ospitare spettacoli fino a che non si fosse provveduto alla presentazione della Scia («presentata ieri»).
«Per due volte – dice Saiu – i vigili del fuoco avevano segnalato che il Certificato di prevenzione incendi del teatro era scaduto dal 2010 ma nessuno in Comune aveva mosso un dito». «“È da marzo scorso che abbiamo dato un’accelerata ai lavori”: così l’assessore allo sport (e vicesindaco) spiegava cosa stava facendo l’amministrazione. Le parole di Moro, però, non trovano conferma negli atti ufficiali. L’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria è infatti successiva. Non solo successiva a marzo, addirittura successiva a quella stessa dichiarazione. La determina dirigenziale (di affidamento dei lavori e di impegno di spesa) è infatti del 23 ottobre scorso e gli interventi da effettuare ammontano, complessivamente, a 23.498,52 euro. Non proprio “piccoli lavori” insomma. I lavori, si legge poi nella determina, sono “improcrastinabili” per via della “necessità di utilizzo in sicurezza dell'edificio”. In altre parole, fino a questo momento, il teatro non era utilizzato in sicurezza e nessuno se era preoccupato». «Per il rinnovo del certificato di prevenzione incendi però – prende fiato l’esponente del Pdl – non basta l’esecuzione dei lavori, occorre che gli impianti vengano verificati e che un professionista rilasci una perizia giurata. L’incarico viene quindi affidato, sempre il 23 ottobre scorso, a un ingegnere esterno».
«Lo stesso incaricato nel 2010. L’importo del compenso, però, è quintuplicato passando dai 1.370,89 euro del 2010 (Iva e oneri compresi) ai 7.612,80 euro di oggi (sempre comprensivi di Iva e oneri). Con la motivazione che questa volta la prestazione viene estesa a tutti gli atti necessari alla presentazione della Scia. Nella determina si legge che il primo incarico non fu portato a termine “a causa della mancata esecuzione di tutti i lavori occorrenti al fine dell’ottenimento del Cpi”. Se nel 2010, dunque, non è stato possibile ottenere il Certificato di prevenzione incendi la colpa non era del professionista ma del Comune che non aveva eseguito i lavori. Se infatti l’ingegnere esterno avesse portato a termine il suo mandato il Cpi non sarebbe stato rilasciato. Così passano quattro anni e la situazione non cambia. Il teatro rimane aperto senza che siano stati adottati quegli interventi richiesti per avere la certificazione sulla sicurezza degli impianti e sulle misure antincendio, dunque privo dei requisiti di sicurezza previsti dalla legge. Cosa sarebbe successo a un’impresa privata che si fosse trovata nelle stesse condizioni?».
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