Il presunto killer della Fiori a giudizio per danni alla cella
NUORO. Tra poco più di un mese, in corte d’assise a Cagliari, il processo che lo vede imputato perché accusato di essere il killer di Rosanna Fiori, l’imprenditrice titolare dell’azienda Barbagia...
NUORO. Tra poco più di un mese, in corte d’assise a Cagliari, il processo che lo vede imputato perché accusato di essere il killer di Rosanna Fiori, l’imprenditrice titolare dell’azienda Barbagia Flores, toccherà una delle sue ultime tappe. Ma i guai con la giustizia, per Marco Serra, evidentemente non sono finiti: ieri mattina, infatti, davanti al giudice monocratico del tribunale di Nuoro, Daniela Russo, è entrato nel vivo il processo che vede Serra accusato dei reati di danneggiamenti e minacce.
Secondo l’accusa, nel 2010, subito dopo essere stato arrestato, in regime di custodia cautelare, per l’inchiesta Barbagia Flores, il giovane di Villanova Strisailli era stato portato nel carcere nuorese di Badu ’e Carros e si era agitato parecchio all’interno della sua cella, fino a danneggiarne alcuni arredi. Ma non basta: sempre secondo l’accusa, Serra aveva minacciato anche un agente di polizia penitenziaria. Ieri mattina, dunque, in tribunale a Nuoro, il processo per questo episodio che risale a quattro anni ha, ha registrato una nuova tappa.
L’avvocato di fiducia di Serra, Giorgio Murino, ha chiesto al giudice monocratico che nei confronti del suo assistito venisse disposta una perizia psichiatrica. La difesa, del resto, non ne ha mai fatto mistero: Serra da tempo è seguito dai medici e assume medicinali, oltre ad avere un’invalidità comprovata da diversi certificati medici. Il giudice ha deciso di accogliere la richiesta dell’avvocato Murino e ha disposto un rinvio di alcuni giorni dell’udienza per poter convocare il perito in aula e assegnargli l’incarico di accertare le condizioni di Marco Serra e capire se ora e all’epoca dei fatti contestati era capace di intendere e di volere. Nelle scorse udienze in tribunale a Nuoro, invece, era stato sentito anche l’agente di polizia penitenziaria che secondo le indagini era stato minacciato dal giovane ogliastrino, ma in aula ha affermato di non ricordarsi nulla di quell’episodio. Le minacce, insomma, non ricorda di averle subite. Il processo proseguirà dunque nelle prossime settimane.
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