La Nuova Sardegna

Nuoro

Ottana

Ladri in azione, rubati i tubi della Centrale

Federico Sedda
Ladri in azione, rubati i tubi della Centrale

La zona industriale continua ad essere terra di nessuno. Prese di mira le condotte d’acciaio

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OTTANA. La zona industriale del Contratto d'area di Ottana continua ad essere terra di nessuno. A farla da padroni, nei capannoni e nelle infrastrutture abbandonati, sono i ladri che, oltre al rame degli impianti elettrici e alle attrezzature dismesse all'interno del sito, continuano a rubare di tutto e di più. Anche in maniera spavalda.

Stavolta hanno addirittura puntato sui tubi in acciaio delle condotte che collegano le fabbriche chiuse o mai aperte con il depuratore del Consorzio industriale dell’ex Enichem. All’interno di quelle condotte passavano un tempo i reflui industriali da depurare e immettere poi sulle acque del Tirso. Reflui della Legler, della Cartonsarda e di altre aziende mai nate o morte sul nascere. Così, centinaia di metri quelle tubature, costruite in acciaio tipo Aisi 316, giacciono in disuso lungo le canalette costruite spesso sulla superficie del terreno e in parte inutilizzate. Niente di meglio per attirare l’attenzione dei ladri. Che, armati di smerigli, mole e attrezzature idonee tagliare i tubi, hanno scardinato una parte della condotta della fogna chimica che collega lo stabilimento della ex Legler con la diramazione principale che viaggia verso il Contratto d'area e da qui verso il depuratore. I tubi in acciaio sono stati accatastati uno sull’altro lungo la canaletta di superficie. Pronti per essere portati via con un furgone.

Un’operazione piuttosto semplice, considerato che, all’interno della condotta, non passa alcun liquido e i tubi sono dismessi da tempo. Non paghi di questa operazione, i ladri hanno tentato di fare la stessa cosa anche lungo la condotta che porta le acque chimiche dal Contratto d'area verso gli impianti di depurazione, non sapendo, però, che questa linea è ancora in esercizio per lo smaltimento dei reflui di quelle poche aziende ancora in produzione. Così, appena inciso un tubo della condotta, si sono resi conto che, dall'interno, fuoriusciva sostanza liquida. Meglio, dunque, abbandonare l'impresa.

L’interruzione del flusso, tuttavia, ha messo in allarme gli operatori dell'impianto che immediatamente si sono resi conto delle anomalie lungo la rete. Il successivo sopralluogo è servito a risolvere il dubbio. Sul posto sono, comunque, intervenuti i carabinieri del Noe che hanno effettuato alcuni prelievi di liquido e di terra.

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