Puc, l’iter è bloccato: l’Apan va all’attacco dell’amministrazione
Affondo dell’associazione contro la lentezza delle procedure «Bisogna aspettare altri 20 anni? La politica dia risposte»
NUORO. Non usa mezze parole l’Apan per criticare i politici nuoresi: «Riusciranno a definire il Puc entro questa legislatura o dovranno trascorrere altri vent’anni per dare decoro e ordine urbanistico oltre che una nuova spinta economica alla città di Nuoro? ».
L’associazione delle piccole e medie aziende punta il dito contro l’amministrazione guidata da Sandro Bianchi colpevole di non essere ancora riuscita a licenziare definitivamente il piano urbanistico della città. «Un provvedimento che il mondo imprenditoriale attende con ansia come puro ossigeno per uscire da una situazione insostenibile, aggravata da una tassazione locale sempre più opprimente», si legge in una nota.
«È da vent’anni che si cerca di dare un Puc alla città, da quando nel 1993 l’assemblea comunale affidò l’incarico di redigere il piano all’architetto Paolo Portoghesi, poi dimessosi per stanchezza perché schiacciato dal peso di insormontabili ostacoli politici e interessi privati. Poi sono proseguiti i veleni, gli egoismi privati e le guerre interne ai partiti che ci hanno fatto arrivare a un solo punto, quello di rassegnarsi».
L’associazione dei piccoli imprenditori guidata da Enrico Devoto si appella alla classe politica nuorese. «È indispensabile un dibattito serio e corretto in sede di Consiglio per sbloccare l’annosa situazione». Per l’Apan anche i consiglieri di minoranza devono fare la loro parte: «Anche l’opposizione deve dare il suo contributo con proposte serie. Non può trovare il tempo solo per denigrare e trovare cavilli che nulla hanno a che fare con l’approvazione dello strumento urbanistico».
I rappresentanti degli imprenditori ricordano poi la grave crisi economica e occupazionale che strozza la città. «Non bisogna dimenticare, mai, che l’edilizia è in forte crisi: mancano gli investimenti pubblici e privati. E ne soffre anche tutto l’indotto. Per questo non bisogna perdere tempo». L’Apan ricorda anche «che la città sopravvive a stento con il terziario, i giovani scappano, le imprese (quelle ancora eroicamente in piedi) emigrano, la disoccupazione si espande a macchia d’olio e aumenta solo il lavoro in nero». Uno scenario catastrofico, quello disegnato dall’Apan, che sembra non interessare la politica nuorese. «Nonostante questo quadro a tinte foschi i politici comunali perseverano con le politiche sterili e i personalismi – accusa l’associazione – Con il loro modus operandi la classe politica nuorese sta bloccando tutti quelli che hanno voglia di fare e non intendono rassegnarsi ad assistere alla lenta agonia che sta vivendo la nostra città, quella realtà che, una volta, rappresentava l’Atene sarda per cultura e capacità imprenditoriale».
Il piano urbanistico comunale ha ottenuto il via libera dal Consiglio il 31 luglio scorso con i soli voti della maggioranza. Dopo quel voto la Regione ha chiesto al Comune di apportare alcune modifiche al provvedimento, condividendo comunque i principi posti alla base della pianificazione. L’iter dovrebbe concludersi entro l’anno. «Non si può dire, come ha dichiarato l’amministrazione, che sia un risultato storico che la Regione chieda ancora correzioni del Puc, con il risultato che per ogni osservazione sono trascorsi anni per varianti e relazioni. Ora il tempo sta per scadere, il Palazzo deve dare risposte certe e definitive alla città». (g.z.)
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