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Il caso mamuthones

Le scuse del generale a Mamoiada

Le scuse del generale a Mamoiada

Pili, Cappellacci e Crisponi: «Poco rispetto per la nostra identità»

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MAMOIADA. “Operazione Mamuthones”, Mauro Pili ad Alfano: «Chiedete scusa ai sardi». Non sembrano placarsi le polemiche, a pochi giorni dall'arresto nel Viterbese di una banda, dedita ai furti, agli incendi e alle estorsioni. La denominazione dell'azione investigativa, che ha portato al fermo di tredici persone di origini sarde, non è piaciuta agli abitanti del borgo barbaricino e ha fatto storcere il naso perfino al mondo della politica. Mauro Pili, deputato ex forzista, ha presentato un’interrogazione parlamentare all’attenzione del Ministro dell'Interno. «Chiunque abbia attribuito ad un’operazione di lotta alla criminalità il nome di Operazione Mamuthones – scrive l’onorevole – ha offeso la Sardegna e i sardi. Non si possono infangare nobili e storiche tradizioni popolari». Le tipiche maschere di Mamoiada, insomma non hanno e non possono avere nessun legame con la malavita. Vi è semmai, probabilmente, la fiera e coraggiosa ribellione di un popolo nei confronti dell’invasore saraceno. Secondo l’esponente di Unidos, si è tornati, dunque, indietro al tribale della comunicazione di Stato, dove l’arresto di bande di delinquenti viene affiancato all’appartenenza ad una determinata comunità. Un po’ come ammettere che una persona è un bandito sulla base delle origini anagrafiche. Si tratta, di fatti che non possono essere tollerati e vanno immediatamente stigmatizzati. Sulla stessa linea di pensiero anche l'ex governatore Ugo Cappellacci, che dedica alla vicenda un post sulla sua pagina facebook. «Siamo fieri dei nostri Mamuthones – dichiara il predecessore di Pigliaru – Chi ha associato le nostre tradizioni ad un fenomeno criminale – prosegue – ha commesso un errore. Nessuno si può permettere di mancare di rispetto alla nostra identità». Anche Luigi Crisponi, mamoiadino di nascita, espone il suo pensiero sull'argomento, attraverso il celebre social network. «Giù le mani dai Mamuthones e da Mamojada – avverte – Mi auguro che l’infortunio occorso a Viterbo – afferma il consigliere dei Riformarori – consenta di evitare che di volta in volta, per iniziative simili, vengano tirati in ballo anche Issohadores, Boes, Merdules, Thurpos, Tenores e così via...».

Intanto ieri il sindaco di Mamoiada Graziano Deiana con un comunicato ha fatto sapere ai suoi cittadini di aver ricevuto la telefonata del generale Lorenzo Agovino, comandante della Legione Carabinieri della Regione Lazio con la quale esprimeva la sua stima nei confronti degli abitanti di Mamoiada.

Il generale ha voluto rimarcare che non era intenzione dei carabinieri offendere chicchessia, né si voleva offuscare o minimizzare l'immagine dei Mamuthones, che rappresentano al meglio la grande cultura e tradizione millenaria del paese di Mamoiada. (ma.s.)

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