La Nuova Sardegna

Nuoro

Ordine dei medici e Isde: non chiamateci terroristi

di Paolo Merlini
Ordine dei medici e Isde: non chiamateci terroristi

Scanu e Migaleddu replicano alle accuse dei sindaci sull’inceneritore di Tossilo «È nostro preciso dovere segnalare i rischi per la salute pubblica e l’ambiente»

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Rispediscono al mittente l’accusa di «terrorismo ambientale» e spiegano, codice deontologico alla mano, che è dovere di ogni medico «adoperarsi per una pertinente comunicazione sull’esposizione e sulla vulnerabilità a fattori di rischio ambientale». Ordine dei medici e Medici per l’ambiente ieri mattina hanno convocato un incontro per rispondere all’accusa di allarmismo lanciata pochi giorni fa a Macomer all’Unione dei comuni del Marghine. Oggetto dello scontro, per certi versi interno alla stessa categoria dei medici come vedremo, è il nuovo inceneritore di Tossilo, un progetto da 50 milioni. Introdotti dal presidente dell’ordine provinciale Alain Serru, hanno parlato Domenico Scanu e Vincenzo Migaleddu. Entrambi fanno parte dell’Isde (acronimo che in inglese corrisponde al nostro Medici per l’ambiente), nel ruolo rispettivamente di presidente e vicepresidente regionale. In seno all’ordine nuorese Scano è inoltre delegato per l’ambiente. Il 24 ottobre scorso Isde Italia e Ordine dei medici di Nuoro hanno inviato le proprie osservazioni nell’ambito della procedura di valutazione d’impatto ambientale (Via) in corso alla Regione sul progetto di Tossilo: un dossier di 45 pagine in cui spiegano i pericoli per la salute pubblica e per l’ambiente che ne potrebbero derivare (osservazioni che erano state annunciate da Migaleddu nell’incontro pubblico sul progetto del 3 ottobre a Macomer). Una disamina circostanziata del rapporto tra rischi e benefici del futuro termovalorizzatore che propende decisamente verso i pericoli (per l’ambiente e per la salute) che l’impianto potrebbe provocare. E se per l’Isde non è certo una novità segnalare questo genere di ricadute negative, è la prima volta che l’ordine dei medici di Nuoro prende una posizione così netta, anche dal punto di vista formale, verso un progetto industriale. «Il nostro dovere come medici – dice Scanu – è tutelare la salute sia individuale sia collettiva. Il codice deontologico, soprattutto dopo le integrazioni del maggio 2014, ci assegna un mandato ampio e preciso in tale senso. Cioè, di essere anche medici sentinelle. Non possiamo perciò accettare l’etichetta di “terroristi” se segnaliamo quelli che riteniamo possibili rischi per i cittadini».

Il riferimento, affatto velato, è alla conferenza stampa convocata dall’Unione dei comuni del Marghine la scorsa settimana in cui i medici dell’Isde erano stati accusati di eccessivo allarmismo dai sindaci presenti (tra i quali Antonio Succu, a capo della giunta di Macomer, medico anche lui). Un sindacalista si era spinto oltre e aveva parlato di «terrorismo ambientale». Accuse rigettate anche da Vincenzo Migaleddu, che ieri a Nuoro ha ricordato che l’Isde è un’organizzazione presente in 33 nazioni e come sia un «braccio dell’ordine dei medici che opera in una posizione di terzietà, nell’interesse collettivo e contro interessi particolari». «Capiamo che un medico prestato alla politica – sostengono Migaleddu e Scanu – possa rispondere ad alcune logiche, ma siamo consapevoli che chi esercita la professione con finalità sociali debba, anche da politico, rispondere alla comunità tutta e non a una parte di essa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative