Lula, protesta dei minatori La svolta attesa per oggi
Lo sciopero continuerà fino alla valutazione del documento firmato in Regione Gli operai: «In questo momento ci interessa salvare il posto di lavoro»
LULA. «Lo sciopero va avanti. Adesso l’assemblea dei lavorati dovrà valutare il documento di intesa con la Regione, che i nostri rappresentanti Rsu hanno firmato e portato da Cagliari, riconvocati dall’assessore regionale all’industria Maria Grazia Piras» ha precisato il sindaco-minatore Mario Calia. Insomma è una questione di ore. Nell’aria tira il venticello dell’ottimismo, seppure controllato. La cronaca della giornata di ieri è iniziata con una pioggerella lieve che è caduta a Sos Enattos con il sole che ogni tanto faceva capolino.
Per molti è un evento propizio, una sorta di cabala per i minatori Igea che da oltre una settimana scioperano e sette di loro, a disprezzo della propria salute e disattendendo il consiglio dei medici, che temono l’insorgere di patologie causate dal freddo e dall’umidità, continuano a occupare la galleria San Giovanni sul pozzo Rinaldi a 80 metri sottoterra.
«In questo momento – precisano i minatori – ci interessa salvare il posto di lavoro, le miniere e la storia delle miniere che è storia di Lula, di lotte, sudore, sacrifici e di morte ma anche e di benessere economico». Nel piazzale, tappezzato dagli stendardi delle associazioni presenti in paese, c’è gente nervosa che attende un messaggio di certezze su pagamento degli emolumenti arretrati e sulla conservazione del posto di lavoro, basato su nuove prospettive gestionali.
«Vogliamo risposte certe» ribadiscono i minatori mentre continua lo stato di agitazione e l’occupazione del pozzo. Lo hanno ribadito anche ieri quando i rappresentanti sindacali sono ripartiti a Cagliari per verbalizzare e sottoscrivere l’accordo su quanto è stato discusso nei giorni scorsi, durante gli incontri con l’assessore all’industria Maria Grazia Piras e con i capi gruppi dei partiti in consiglio regionale. Si dovrebbe essere a una svolta nella vertenza, almeno questa è la convinzione più accreditata.
«Stiamo aspettando di conoscere il documento firmato e se le condizioni da noi avanzate vengono rispettate e accettate. Al rientro del Rsu valuteremo il tutto in assemblea e decideremo in merito – sostengono i minatori e aggiungono – crediamo che sia in linea con i punti cardine di quanto discusso negli incontri del 4 e 5 a Cagliari».
In linea di massima: pagamento degli arretrati, presentare un nuovo piano industriale, esodo incentivato dei lavoratori, attivazione di ammortizzatori sociali, riqualificazione e formazione dei dipendenti, di personale in grado di svolgere lavori di bonifica.
«Che spettano a noi e non a ditte private tramite concessioni» si precisa con ferma determinazione. L’obiettivo è di costruire un nuovo modello organizzativo attraverso uno snellimento dei costi di gestione, «superando quelle politiche fallimentari tenute in piedi sino ad oggi». È il giorno della verità: nella mattinata l’assemblea dei minatori dovrà convalidare o non accettare il verbale d’intesa. Chiudere o continuare lo sciopero.
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