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Nuoro

Lula, protesta dei minatori La svolta attesa per oggi

di Bernardo Asproni
Lula, protesta dei minatori La svolta attesa per oggi

Lo sciopero continuerà fino alla valutazione del documento firmato in Regione Gli operai: «In questo momento ci interessa salvare il posto di lavoro»

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LULA. «Lo sciopero va avanti. Adesso l’assemblea dei lavorati dovrà valutare il documento di intesa con la Regione, che i nostri rappresentanti Rsu hanno firmato e portato da Cagliari, riconvocati dall’assessore regionale all’industria Maria Grazia Piras» ha precisato il sindaco-minatore Mario Calia. Insomma è una questione di ore. Nell’aria tira il venticello dell’ottimismo, seppure controllato. La cronaca della giornata di ieri è iniziata con una pioggerella lieve che è caduta a Sos Enattos con il sole che ogni tanto faceva capolino.

Per molti è un evento propizio, una sorta di cabala per i minatori Igea che da oltre una settimana scioperano e sette di loro, a disprezzo della propria salute e disattendendo il consiglio dei medici, che temono l’insorgere di patologie causate dal freddo e dall’umidità, continuano a occupare la galleria San Giovanni sul pozzo Rinaldi a 80 metri sottoterra.

«In questo momento – precisano i minatori – ci interessa salvare il posto di lavoro, le miniere e la storia delle miniere che è storia di Lula, di lotte, sudore, sacrifici e di morte ma anche e di benessere economico». Nel piazzale, tappezzato dagli stendardi delle associazioni presenti in paese, c’è gente nervosa che attende un messaggio di certezze su pagamento degli emolumenti arretrati e sulla conservazione del posto di lavoro, basato su nuove prospettive gestionali.

«Vogliamo risposte certe» ribadiscono i minatori mentre continua lo stato di agitazione e l’occupazione del pozzo. Lo hanno ribadito anche ieri quando i rappresentanti sindacali sono ripartiti a Cagliari per verbalizzare e sottoscrivere l’accordo su quanto è stato discusso nei giorni scorsi, durante gli incontri con l’assessore all’industria Maria Grazia Piras e con i capi gruppi dei partiti in consiglio regionale. Si dovrebbe essere a una svolta nella vertenza, almeno questa è la convinzione più accreditata.

«Stiamo aspettando di conoscere il documento firmato e se le condizioni da noi avanzate vengono rispettate e accettate. Al rientro del Rsu valuteremo il tutto in assemblea e decideremo in merito – sostengono i minatori e aggiungono – crediamo che sia in linea con i punti cardine di quanto discusso negli incontri del 4 e 5 a Cagliari».

In linea di massima: pagamento degli arretrati, presentare un nuovo piano industriale, esodo incentivato dei lavoratori, attivazione di ammortizzatori sociali, riqualificazione e formazione dei dipendenti, di personale in grado di svolgere lavori di bonifica.

«Che spettano a noi e non a ditte private tramite concessioni» si precisa con ferma determinazione. L’obiettivo è di costruire un nuovo modello organizzativo attraverso uno snellimento dei costi di gestione, «superando quelle politiche fallimentari tenute in piedi sino ad oggi». È il giorno della verità: nella mattinata l’assemblea dei minatori dovrà convalidare o non accettare il verbale d’intesa. Chiudere o continuare lo sciopero.

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