Le “ballerine” raccontano i Mamuthones
Mamoiada, le originali scarpe dell’artista Gelvis sono una delle attrattive delle Tappas che da oggi animeranno il paese
MAMOIADA. Nel museo delle maschere mediterranee prendono vita originali ballerine, con indosso i tradizionali travestimenti della cultura carnevalesca barbaricina. Le ballerine di Gelvis raccontano le maschere della Barbagia. Curioso esperiemento quello che l'estrosa artista Elvira Giannattasio, in arte Gelvis, ha voluto tentare, agghindando le sue creazioni di visiere, pelli e campanacci. La sua collezione, inaugurata ieri, è certamente una delle attrattive più interessanti di questa edizione de "sas tappas". L'esposizione, ospitata nella struttura di piazza Europa, è stata curata dalla società Viseras e sarà visitabile fino al 22 febbraio.
“Gelvismask”, questa è la curiosa intitolazione, data dalla poliedrica artista all'insieme delle sue opere. Sgargianti e colorate raffigurazioni, accompagnate da una serie limitata di tele. L'illustratrice, pittrice e designer ha voluto mettere in scena una simpatica rivisitazione del magico mondo goliardico e carnevalesco, guardato attraverso questa prospettiva arcaica, con il suo carico magico e misterioso. E ispirandosi proprio ai Mamuthones e agli Issohadores, ai Boes e Merdules, ai Thurpos e a sa Filanzona. Gelvis vive e lavora a cavallo tra Firenze e Milano, insegna a Roma e collabora con numerose agenzie di pubblicità, aziende ed editori.
Da alcuni anni si è appassionata ad uno studio a tutto tondo, ironico e divertente, sull'universo femminile, riletto attraverso diverse esperienze e gusti estetici. La sua prima produzione, dipinta a mano e commissionata da un noto calzaturificio milanese, risale al 2005. Dopo questa prima esperienza, seguiranno, dunque, nuove e originali creazioni. Questa esposizione vuole consolidare, con maggiore forza, il legame tra tradizione e contemporaneo, valorizzata in più occasioni dal museo delle maschere e dalle sue splendide mostre. Si tratta, perciò, di guardare al mondo delle donne con la reinterpretazione e prospettiva giocosa e irriverente, utilizzata da Gelvis. Le maschere cupe e a tratti spaventose vengono, quindi, vivacizzate con quel tocco variopinto e geniale, che contraddistingue l'artista. Tuttavia, “Gelvismask” non è l'unica alternativa, che la comunità del Cannonau offre agli appassionati di arte. Nella sede della Proloco, ad esempio, si possono ammirare le fotografie di Pablo Volta, in quella della Atzeni- Beccoi, invece, la collezione “Moros” di Gina Tondo, nel centro anziani di piazza Santa Croce gli “Sguardi sul mondo” della Unitre.
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