A Mamoiada una grande folla danza insieme ai Mamuthones
Straordinario successo delle Tappas prese d’assalto da migliaia di visitatori arrivati da tutta l’isola I prodotti tipici della tradizione, il vino, la birra artigianale e i dolci per una festa dal sapore antico
INVIATA A MAMOIADA. I passi pesanti e rumorosi dei Mamuthones e i lanci improvvisi degli Issohadores hanno rinnovato gli antichi riti propiziatori nella terra delle maschere e affascinato con il loro mistero la folla infinita di visitatori, arrivati fin dalle prime ore del mattino a Mamoiada.
Nel giorno clou dei festeggiamenti di “Autunno in Barbagia” che nel paese barbaricino prende il nome di “Tappas”, è stato il trionfo della tradizione, nella sue molteplici declinazioni. A cominciare proprio dalla maschere, con la sfilata dei Mamuthones e Issohadores, che hanno suggellato con un’uscita speciale la tappa mamoiadina della kermesse che da settimane si sta snodando lungo i comuni della Barbagia.
Ma la sfilata di ieri sera, che ha fatto seguito a quella del giorno prima, con protagonisti i bambini, è stato solo uno dei tasselli della tre giorni di festa a Mamoiada. Che ha celebrato con numeri record la nuova edizione di “Tappas”. Parecchie migliaia di visitatori hanno invaso il paese, soprattutto nella giornata conclusiva. Una vera fiumana di gente ha attraversato le vie del centro e per tanti di loro è stato persino difficile arrivare in paese, con code lunghissime sulla Nuoro Lanusei e attese di oltre un’ora per le auto in fila, prima che arrivassero a destinazione. Nel paese preso d’assalto dai turisti arrivati da ogni parte dell’isola, l’enogastronomia, le esposizioni artigianali e le mostre, con la creazione di itinerari nell’arte, nella storia e nelle tradizioni, sono stati i protagonisti indiscussi della tre giorni di eventi. Con la possibilità per i visitatori di immergersi nelle eccellenze del territorio, andare alla scoperta della lavorazione del pane e dei dolci, della creazione delle maschere in legno forgiate dagli artigiani, e del circuito museale, fiore all’occhiello di Mamoiada, con i musei delle Maschere Mediterranee, della Cultura e del Lavoro, e il museo Mater.
Una festa di sapori ha catturato il palato dei forestieri. Che si sono accalcati nelle oltre settanta tappas per gustare produzioni e pietanze locali: sa hasadina, sa sevasa de hasu , purpuzza e vasolu, pane carasau, pane lentu. E ancora, il vino e l’ottima birra artigianale. Un trionfo di gusti e profumi.
Poi, nel pomeriggio, il viaggio nel misterioso mondo dei Mamuthones e Issohadores. Cominciato col rito della vestizione, nel cortile della Pro loco. Prima le pelli, poi, i campanacci pesanti anche trenta chili, tenuti stretti con lacci intorno al corpo. Infine la maschera. Comincia la sfilata. Che è come una danza.
I Mamuthones, fiancheggiati dagli Issohadores, che danno il ritmo, si muovono curvi sotto il peso dei campanacci, che fanno suonare a intervalli uguali. E mentre lo sguardo dei visitatori è rapito dallo spettacolo, ecco i lanci agili e perfetti degli Issohadores che catturano improvvisamente l’amico o la donna che hanno scelto nella folla. Riti propiziatori che si perpetuano immutati in una terra fortemente legata al suo passato.
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