Cantieri a Badu’e Chercu per la pulizia del guado
OLIENA. Non si ferma la ricostruzione post alluvione. Tra qualche giorno sarà trascorso un anno esatto dalla tragedia. A Oliena, il terribile nubifragio del 18 novembre seminò distruzione e rovina,...
OLIENA. Non si ferma la ricostruzione post alluvione. Tra qualche giorno sarà trascorso un anno esatto dalla tragedia.
A Oliena, il terribile nubifragio del 18 novembre seminò distruzione e rovina, abbattendo i collegamenti e rendendo impraticabili le vie di raccordo con i territori limitrofi.
Danni calcolati attorno a decine o, forse, centinaia di milioni di euro. Danni, in alcuni casi, irreparabili. A suo tempo, la provincia di Nuoro, guidata dall’allora presidente Roberto Deriu, decise di istituire un tavolo ad hoc. Una cabina di regia, un raccordo, un punto di contatto e di confronto tra le varie amministrazioni coinvolte nel discorso ricostruzione.
A cominciare dai comuni e dai suoi rappresentanti. Uno sforzo sinergico, più volte, valorizzato dall'assessore all’ambiente del municipio del paese del Corrasi Valentino Carta.
«Quanto è sotto gli occhi di tutti – aveva sottolineato – é la dimostrazione e la conferma che quando i vari livelli istituzionali vengono coinvolti congiuntamente, i risultati non possono che premiare. Il Governo centrale, la Regione, le autonomie locali, l’Anas, ciascuno ha fatto la propria parte, riuscendo a fare ciò che in pochi avrebbero scommesso si potesse portare a termine. Ciò non significa – aveva comunque precisato Carta – che abbasseremo la guardia e non continueremo a vigilare, affinché quanto iniziato sia portato a termine».
Dinnanzi ai sindaci, a suo tempo, dunque, l’Anas prese l’impegno ufficiale di rimettere in sesto le infrastrutture compromesse, con tempi e cronoprogrammi precisi. Una promessa mantenuta e onorata anche nei fatti, visto che da alcune settimane, i cantieri risultano aperti perfino sulla provinciale 22. I mezzi sono a lavoro nell’alveo del fiume, nella parte sottostante il ponte di Badu’e Chercu, alle prese con la pulizia del guado da detriti, tronchi e sassi. Mentre è stata già completata la sostituzione delle barriere di protezione, resta, ora, da attendere per la riapertura della circolazione su entrambi i sensi di marcia, la valutazione della stabilità del viadotto. Per l'intervento complessivo è stato stimato un impegno di circa 150mila euro.
A Badu’e Orane, invece, l'insieme delle opere appare decisamente più complesso. Si rende necessaria, infatti, la messa in sicurezza delle scarpate, il ripristino e l'allineamento delle travi e delle giunture, che allo stato appaiono visibilmente deformate.
Realizzazioni, già avviate e in corso attorno alle fondazioni della struttura, che richiedono un esborso pari a 300mila euro. La fine dei lavori, d'altra parte, per entrambi, é prevista entro dicembre 2014.
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