Falso allarme bomba a Lanusei: non era un ordigno esplosivo
Un cilindro di cartone legato con nastro adesivo all’auto Nel mirino un’impiegata comunale, indagini serrate
LANUSEI. “Segnale” intimidatorio con un finto ordigno esplosivo – un cilindro di cartone che conteneva, a quanto pare, solo della carta e del silicone – o l’atto di qualcuno che non aveva nient’altro da fare che procurare un nuovo allarme e poi ridersela? A questa domanda dovranno dare una risposta, anche visionando i filmati delle telecamere poste a pochi metri di distanza, gli agenti del commissariato di Ps, guidati dal dirigente Massimo Auneddu. Di certo è rimasta scossa Francesca Deplano, 35 anni, di Lanusei, l’impiegata alla quale, i soliti ignoti hanno attaccato, con del nastro per pacchi, nella maniglia dello sportello lato passeggero anteriore della sua Nissan Micra,, un cilindro di circa 15 centimetri, dal quale fuoriusciva una miccia. La donna, come ogni sera, aveva parcheggiato la sua auto sotto il palazzo in cui abita, nella via Marconi – a poche decine di metri dalla sede dell’Agenzia delle Entrate – dove ha sede anche il patronato Inas della Cisl e il Caf. La Nissan di fronte a una serranda della sede del patronato.. Fra l’altro Francesca Deplano, abita al secondo piano, nello stesso palazzo. E come ha ricordato il segretario generale della Cisl Ogliastra, Peppino Fanni, presente sul posto, ha lavorato per il patronato dal mese di febbraio fino a luglio.L’allarme, ieri mattina, è partito intorno alle ore 8,10. Qualcuno che transitava nella zona di via Marconi, magari diretto alla vicina sede dell’Agenzia delle entrate ,ha notato lo strano clindro attaccato con del nastro per pacchi alla maniglia della Nissan Micro e ha avvertito gli agenti del commissariato. L’area, in pochissimi minuti, si è riempita di agenti di Ps e di vigili del fuoco: sono state fatte spostare le auto vicine e sgombrata la zona dalle persone. Si è così atteso l’arrivo degli artificieri della Polizia di Stato, che hanno verificato come il falso ordigno attaccato alla maniglia di uno sportello dell’auto non aveva potenziale esplosivo: all’interno pare vi fosse solo carta e del silicone.
L’allarme bomba, ieri mattina, ha fatto tornare in mente quella terribile mattina dello scorso 25 marzo, quando l’imprenditore 47 Roberto Aresu, venne ucciso, sotto casa, mentre metteva in molto la sua Clio, che qualcuno aveva fatto diventare un’autobomba. Per quell’efferato delitto, non ci sono ancora indagati.
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