La Nuova Sardegna

Nuoro

Siniscola, addio al giudice di pace: l’ufficio a Nuoro

di Salvatore Martini
Siniscola, addio al giudice di pace: l’ufficio a Nuoro

A sorpresa il ministero della Giustizia ha cancellato la sede Celentano: «Non finisce qui, rinnoveremo la richiesta»

3 MINUTI DI LETTURA





SINISCOLA. Addio al giudice di pace. Le sforbiciate dello Stato hanno chiuso nel peggiore dei modi la vertenza aperta nel territorio contro la cancellazione del presidio giuridico. Nel decreto firmato nei giorni scorsi, il ministro della Giustizia ha inserito anche l’ufficio di Siniscola tra quelli soppressi. C’è quindi ben poco spazio per le interpretazioni. Il giudice di pace del capoluogo baroniese si prepara a chiudere i battenti nonostante la mobilitazione massiccia di tutti i Comuni del mandamento per evitare questa triste eventualità, che inevitabilmente obbligherà gli utenti a rivolgersi ai giudici di pace di altri centri. Creando disagi non da poco, a partire dagli spostamenti necessari e ai tempi più lunghi di lavoro. Per Siniscola, che proprio alcuni anni fa è stata elevata al rango di città, si tratta quasi di una beffa. Il decreto del Ministero è però chiarissimo: signori, si chiude. Per il territorio perdere l’ufficio del giudice di pace proprio adesso è davvero dura da mandare giù, anche se il sindaco Rocco Celentano, seppur criticando il provvedimento, non intende gettare la spugna. «Indubbiamente si esprime grande disappunto per il mancato inserimento dell’ufficio del giudice di pace di Siniscola nella circolare, peraltro mai pervenuta al Comune, del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria e del personale del Ministero della Giustizia – afferma il primo cittadino –. L’ufficio del giudice di pace di Siniscola possiede infatti tutti i requisiti richiesti per rimanere aperto e non essere trasferito nella sede del tribunale di Nuoro. Lo stesso Ministero, infatti, aveva espresso una valutazione positiva riguardo all’istanza in ossequio alle circolari, confermando la volontà di mantenere l’ufficio operativo». Per salvaguardare il presidio giudiziario, i vari Comuni che appartengono al locale mandamento avevano deliberato di accollarsi le spese del personale e di funzionamento dell’ufficio del giudice di pace di Siniscola, mettendo a disposizione le risorse in proporzione al numero dei residenti, e individuando due funzionari comunali da spostare proprio a questo servizio. Tutto sembrava a posto. Poi qualcosa ha iniziato ad andare storto. I due dipendenti assegnati inizialmente, avevano rinunciato al comando esterno. A quel punto «per dare tempo ai Comuni di assegnare il nuovo personale – prosegue Celentano – era stata concordata con funzionari ministeriali la richiesta di concessione di una proroga dei termini, comunicando i nuovi nominativi da avviare a formazione». Invece, a sorpresa, da Roma è arrivato lo stop. La circolare del ministro Orlando spazza via anche l’ufficio del giudice di pace di Siniscola. «A nostro avviso – conclude Rocco Celentano – sussistono però i requisiti richiesti per il mantenimento del presidio. Dopo aver interloquito in merito alla questione con il ministero della Giustizia e con la Commissione parlamentare giustizia, è stata concordata la richiesta di rinnovo dell’istanza». L’epilogo alla vicenda, chissà, potrebbe dunque anche essere ribaltato con qualche colpo di scena dell’ultimo momento.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative