La Nuova Sardegna

Nuoro

Il fronte della crisi si estende a studenti e commercianti

di Salvatore Martini
Il fronte della crisi si estende a studenti e commercianti

Siniscola, dopo la protesta dei cassintegrati nei giorni scorsi anche altre categorie chiedono aiuto e un’occupazione

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SINISCOLA. Nessuno pensi che con la manifestazione dei giorni scorsi la vertenza dei cassintegrati e, più in generale, di chi non ha lavoro dignitoso, sia stata archiviata. Non intendono certo mollare, le centinaia di persone che una volta erano impiegate nel polo tessile. Anzi il fronte continua ad ingrossarsi. Anche altre categorie lavorative in grave sofferenza, assieme a disoccupati e studenti, si uniscono infatti alla protesta che da Siniscola intende planare dritta nelle stanze che contano delle istituzioni per rivendicare maggiore attenzione per il territorio, stritolato da una crisi economica schizzata a livelli allucinanti. Sono centinaia e centinaia le famiglie che non sanno cosa ne sarà del loro futuro.

Nei giorni scorsi l’abbraccio dei cassintegrati di Siniscola con i lavoratori Meridiana e delle miniere di Lula, arrivati in città come tappa della marcia del lavoro, ha commosso tutti. Un momento storico, molto significativo, che ha espresso tutta l’angoscia di un territorio che lotta per uscire dal pantano in cui si trova.

La necessità di creare nuovi posti di lavoro è lo slogan che da settimane sta animando la protesta. Battaglieri e sempre in prima fila, a Siniscola gli ex operai del calzificio Ros Mary non intendono abbassare affatto l’attenzione. Il 31 dicembre scadono i progetti di riutilizzo professionale, e da parte dello Stato non c’è alcuna apertura per un rinnovo. Proprio come per gli ex lavoratori della Legler, che con la fine della mobilità ordinaria, dal prossimo gennaio rischiano di restare anche loro senza reddito. Ma il fronte della protesta si allarga.

La crisi è talmente estesa che unisce commercianti, agricoltori e molte altre categorie, che chiedono alle istituzioni di ascoltare il grido di dolore del territorio e darsi da fare per migliorare le condizioni di tutti. Alzarsi la mattina e non avere un lavoro da svolgere sta deprimendo centinaia di persone, di tutte le età.

E anche chi un lavoro ce l’ha, molto spesso deve accontentarsi di redditi minimi, insufficienti per arrivare a fine mese. Una situazione insopportabile, che parte dagli adulti e si ripercuote anche sui giovani, a loro volta sfiduciati nel futuro. «Sono figlio di due cassintegrati – racconta un ragazzo di 18 anni – che il prossimo anno non potranno permettersi di mandarmi all’università. Non appena conseguirò il diploma proverò a cercare un lavoro, ma non di certo a Siniscola, dove non c’è niente. Probabilmente andrò all’estero. Di sicuro lascerò la Sardegna».

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