Peculato, impiegato comunale a giudizio
È accusato anche di estorsione: avrebbe costretto alcuni dipendenti a pulire il suo capanno di caccia a Sa Toba
NUORO. Le accuse nei suoi confronti sono piuttosto circostanziate. Secondo quanto ha ricostruito la polizia, coordinata dalla Procura, nel 2011 l’istruttore amministrativo contabile del Comune di Nuoro, Giuseppe Gianfranco Pinna, di 60 anni, si era macchiato dei reati di peculato e di estorsione, costringendo, sotto la minaccia «ho il potere di mandarvi via», alcuni dipendenti comunali a pulire il suo capanno di caccia a Sa Toba, utilizzando alcuni mezzi del Comune. E li avrebbe costretti anche ad aiutarlo ad appropriarsi di legname che il Comune avrebbe dovuto destinare ai bisognosi. E per questi stessi reati, ieri mattina, il gip del tribunale di Nuoro, Claudio Cozzella ha deciso di rinviarlo a giudizio, a dibattimento.
Il processo nei suoi confronti comincerà nel mese di marzo dell’anno prossimo davanti al tribunale collegiale. Pinna, difeso dall’avvocato Giuseppe Malandrino, è pronto a spiegare le sue ragioni nel corso del processo, che, del resto, dovrà servire proprio ad appurare se le accuse nei suoi confronti siano fondate o meno.
Certo è che per ora, sulla carta, rimangono le denunce sporte nei suoi confronti dai dipendenti comunali che avrebbe costretto a svolgere servizi per conto suo, e non del Comune. Tra le parti offese individuate dalla Procura, che aveva aperto l’inchiesta con il pm Luca Forteleoni, oltre al Comune, ci sono infatti proprio i cinque dipendenti che stando all’ipotesi accusatoria sarebbero stati vessati. Due si sono costituiti parte civile con l’avvocato Emilia Fois.
I fatti contestati risalgono al periodo tra novembre del 2010 e febbraio del 2011. Di norma, secondo quanto spiega la stessa Procura nella richiesta di rinvio a giudizio, Pinna «il lunedì, durante l’orario di lavoro, impiegava» alcuni impiegati «per le pulizie del capanno di caccia in suo uso in località Sa Toba, avvalendosi, tra l’altro, per gli spostamenti» di diversi mezzi di trasporto del Comune. In un’altra occasione, invece, sempre secondo la Procura, si era servito di altri dipendenti comunali per appropriarsi di un po’ di legna che il Comune «si riservava di donare alle persone bisognose», mentre lui, dice l’accusa, l’aveva destinata invece ai suoi parenti.
Un altro episodio che viene contestato a Pinna, e del quale dovrà rispondere nel corso del processo davanti al tribunale collegiale, è l’appropriazione di alcune plafoniere destinate alla scuola elementare di Santu Predu che il Comune aveva depositato provvisoriamente al Cesp di Pratosardo. A Pinna viene contestata anche l’accusa di estorsione perché «costringeva i suddetti lavoratori, durante l’orario di servizio, a svolgere ordini non pertinenti al loro servizio, dietro minaccia di non essere pagati o di essere mandati via».
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