Premi in agricoltura, replica della Regione
NUORO. Disparità di numeri tra la Coldiretti e l’assessore regionale dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, sulle domande delle aziende che per alcune anomalie sarebbero a rischio di premio. L’organizza...
NUORO. Disparità di numeri tra la Coldiretti e l’assessore regionale dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, sulle domande delle aziende che per alcune anomalie sarebbero a rischio di premio. L’organizzazione di categoria tre giorni fa ha parlato di 4657 pratiche oggi al centro delle verifiche da parte di Argea, l’ente pagatore della Regione. L’esponente della giunta Pigliaru ridimensiona sulla stampa la questione: «Si tratta di 651 domande per lo sviluppo rurale e 193 sul premio unico. Alcune di queste anomalie si possono risolvere con una serie di verifiche in loco che l’agenzia regionale competente». La questione è nata dopo l’ultimo refresh da parte di Agea (la mappatura dei terreni) che ha modificato la classificazione di 270mila ettari sarda passati da pascolo arborato a bosco. Mutamento che elimina la possibilità per queste terre di usufruire sia del premio unico, sia degli aiuti legati al Psr, il piano di sviluppo rurale. Le maggiori preoccupazioni sono per il futuro settennio della Pac (Politica agricola comunitaria) che parte da quest’anno. I calcoli della Coldiretti: «Se ogni ettaro valesse anche solo 100 euro d’incentivo alla fine sarebbero 30 milioni di euro all’anno in meno e 210 nel settennio», spiega il presidente regionale Battista Cualbu. Il problema dagli uffici agricoli è già passato nel palazzo della Regione, su iniziativa del consigliere sassarese Pier Mario Manca, già tecnico agricolo prima dell’impegno politico.
«Ho preparato una mozione da votare in assemblea dove si chiede prima di tutto che vengano salvati i vecchi parametri e, dunque, ciò che nell’indagine aero-fotogrammetrica del 2010 era indicato con il codice di pascolo possa rimanere tale. L’impegno poi deve essere quello di ottenere l’istituzione dell’organismo pagatore regionale e staccarci così da Roma». La posta in palio è peraltro quella legata all’interpretazione della tipologia dei terreni per le pratiche di richiesta dei premi da qui in avanti, da cui dipende il grosso dello stanziamento di Bruxelles, che in tutta Italia mette in bilico oltre 500 milioni di euro. Ossia il riconoscimento del pascolo arborato o cespugliato, tipico della macchia mediterranea. Battista Cualbu: «Noi abbiamo fatto presente il problema all’assessore sin alla primavera, chiedendogli un intervento immediato e deciso presso il ministero. Per perorare la causA abbiamo allegato anche la relazione del dipartimento di Agraria di Sassari».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google