L’Apan: Pratosardo muore e il Consorzio non fa nulla
L’associazione: dei 280 capannoni ne sono rimasti aperti meno della metà La Regione intervenga, perché non è stato completato l’iter liquidatorio?
NUORO. Per diversi giorni, hanno raccolto dati, documenti, delibere, e la rabbia degli imprenditori che con tenacia hanno scelto di rimanere a Nuoro, nonostante tutto. Ma alla fine del tour della disperazione tra le imprese di Pratosardo, al presidente e al direttore dell’Apan Sardegna, Enrico Devoto e Gianfranco Seddone, di amaro in bocca rimane davvero tanto. Perché di fronte ai numeri delle imprese chiuse – ne sono rimaste attive appena 142 sulle 287 di alcuni anni fa – di fronte al dato dei 61 lotti invenduti, davanti all’odissea di un consorzio industriale commissariato da tempo immemore ma ancora ben lungi dal trasformarsi, come vorrebbero le norme, in qualcosa di nuovo e produttivo, ecco, di fronte a tutto questo, i due responsabili dell’associazione non hanno perso neanche un minuto. Carta, penna e numeri, hanno scritto una lettera all’assessore regionale all’Industria, Maria Grazia Piras, raccontandole la situazione della zona industriale di Pratosardo e del Consorzio che la gestisce.
«Abbiamo voluto raccogliere il grido d’allarme lanciato da numerosi operatori associati – scrivono Enrico Devoto e Gianfranco Seddone – per questo abbiamo effettuato un sopralluogo dell’area dal quale si è evidenziato uno scenario catastrofico. Dei 280 capannoni una volta fiorenti, ne rimangono in attività meno del 50 per cento. I rimanenti, ormai deserti e chiusi, sono circondati da sterpaglie e in stato di completo degrado. Ai lati delle strade extra-large, ma completamente dissestate, si possono comunque ammirare file lunghissime di lampioni, che ogni sera illuminano persino i lotti invenduti, che sono ben 61».
Ecco, spiegano i responsabili dell’Apan Sardegna, se c’è una cosa che funziona a Pratosardo, infatti, è proprio l’illuminazione. Ne sanno qualcosa gli automobilisti che di notte assistono allo scenario di una cittadella industriale che ha più luci di Las Vegas. Ma purtroppo, le luci illuminano anche dove non dovrebbero: ovvero su quei 61 lotti che nessuno vuole comprare o acquistare. «Le imprese superstiti – continuano Devoto e Seddone – stanno faticosamente andando avanti esclusivamente con le proprie forze, visto che il loro punto di riferimento, il Consorzio Zir Pratosardo, costituito da Comune, Provincia e Camera di Commercio, è stato soppresso in base alla legge regionale 5 marzo 2008, è inspiegabilmente ancora in fase di liquidazione. I termini concessi dalla Regione e dalla commissione europea eranoquelli di definire improrogabilmente entro il 31 dicembre 2012. Ormai siamo alle soglie del 2015 e di quel formale impegno si sono perse le tracce». Ma non basta, dice l’Apan Sardegna. Anziché pensare alla liquidazione, il Consorzio nel maggio dell’anno scorso ha avuto l’ok della Regione per la promozione di un dirigente fatta dal commissario liquidatore con una nota del 5 novembre 2012. «Di fatto – continua l’Apan Sardegna – il Consorzio è sempre al suo posto, con il suo commissario liquidatore coadiuvato da una nutrito staff tra dirigenti, funzionari e due operai. In tutto sono 14 persone, mentre gli operatori annaspano tra mille difficoltà. È mancata quella guida ridotta alla sola gestione ordinaria dell’area, ma incapace di nuove proposte per lo sviluppo industriale e per il mantenimento delle strutture esistenti. Il Consorzio, inoltre, non sostiene gli operatori davanti alla criticità, quali ad esempio i tributi locali che vengono pagati sia al Comune di Nuoro, sia allo stesso Consorzio». L’Apan Sardegna ritiene, infatti, che anzichéspendere i soldi per illuminare anche i 61 lotti invenduti, quella cifra poteva essere investita per aiutare le aziende a pagare i costi delle insegne. Molti imprenditori, a Pratosardo, le hanno dovute chiudere per far fronte agli altissimi costi. Per questi motivi, Devoto e Seddone, si rivolgono alla regione e chiedono «un incontro urgente tra l’assessore e gli operatori di Pratosardo». «Vogliamo conoscere – dicono – il motivo dell’ingiustificato ritardo nelle procedure liquidatorie». Secondo loro, l’unica soluzione, nel post-commissariamento, sarebbe creare un consorzio gestito direttamente dagli operatori di Pratosardo.
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