Sessantuno lotti invenduti e quindici all’asta
Tra le ultime imprese che hanno chiuso ci sono una fabbrica di gnocchi e una carpenteria
NUORO. Tra le ultime aziende che hanno chiuso i battenti, a Pratosardo, ci sono una fabbrica di gnocchi e una carpenteria meccanica. Mentre resistono, seppur con grandi sforzi e tanta tenacia, aziende dolciarie, ditte florovivaistiche, imprese che vendono in tutta la Sardegna tubi per acquedotti. Non è facile, insomma, tirare la carretta nella zona industriale di Nuoro, e sopravvivere alla crisi senza grandi sostegni. I numeri raccolti dall’Apan Sardegna a questo proposito, purtroppo la dicono molto lunga. Quindici capannoni sono attualmente all’asta giudiziaria, 94 sono inesorabilmente vuoti per cessata attività, mentre 36 sono affittati e utilizzati come magazzini. C’è un dato, tuttavia, che più di altri fa riflettere e non poco: è il numero dei lotti invenduti, ben 61. Per chi volesse insediare la propria attività imprenditoriale a Pratosardo, insomma, il posto c’è. Ma a scoraggiare gli aspiranti residenti sono i costi dei capannoni, o i costi dell’affitto, e anche il racconto delle imprese che a Pratosardo operano già da tempo. Sono state proprio queste ultime, infatti, a raccontare all’Apan Sardegna una situazione di degrado e disinteresse da parte del Consorzio industriale della zona. Un ente che se da un lato si è occupato di costruire le strade, l’illuminazione e un depuratore definito uno dei migliori in Sardegna, dall’altro, dicono gli imprenditori, non si è mai occupato di un vero piano di sviluppo e di aiutare le aziende in questioni solo apparentemente banali come il recente rincaro del costo delle insegne. Tutti, insomma, chiedono la fine del commissariamento del Consorzio, e la nascita di un nuovo organismo. (v.g.)
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