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Silanus, non ha il porto d’arma ma il cacciatore viene assolto

SILANUS. Il porto d’arma gli era stato ritirato dopo una condanna. Quando gli agenti del corpo Forestale si erano appostati per seguire una battuta di caccia, avevano notato che Tomaso Barranca aveva...

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SILANUS. Il porto d’arma gli era stato ritirato dopo una condanna. Quando gli agenti del corpo Forestale si erano appostati per seguire una battuta di caccia, avevano notato che Tomaso Barranca aveva in spalla un fucile. Era del figlio Gabriele e così entrambi vennero denunciati. Il loro cammino processuale era andato di pari passo, sino al rischio di condanna a sei mesi per porto abusivo d’arma, secondo quanto richiesto dal pubblico ministero Ivan Sanna.

Poteva sembrare un processo indirizzato verso una direzione obbligata, ma i meandri della legge sono molteplici. Uno di questi è stato fatto notare al giudice, Sonia Costarelli, dall’avvocato Antonello Spada, difensore di entrambi gli imputati. Una sentenza del 2012 della Cassazione dice che, se un fucile viene lasciato in comodato d’uso o in locazione per essere utilizzato durante una battuta di caccia, non c’è bisogno di porto d’arma né di fare denuncia alle forze dell’ordine. Il suo utilizzo è quindi consentito e di fronte alla sentenza della Cassazione la strada è sembrata a quel punto obbligata, ma in senso contrario rispetto alla richiesta del pubblico ministero. Padre e figlio sono stati così assolti. (e.c.)

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