Università della terza età, appello ai soci
Domani in via Collodi riaprono le iscrizioni. Servono nuove adesioni per sostenere l’associazione
NUORO. In venticinque anni ha sfornato corsi di ogni genere: dalla ginnastica dolce alle lezioni di archeologia, passando per i corsi di tessitura, ceramica e letteratura greca. Erano tempi felici, fino a qualche anno fa, per l’università nuorese della terza età. Alcune centinaia di soci, un gruppo direttivo costituito dai tre fondatori Maria Ausilia Fadda, Ghita Deriu e l’attuale presidente, Franco Ruju, e un po’ di fondi, anche se non troppi, che arrivavano dalla Regione.
Andava tutto bene, insomma, fino a quando, alcuni anni fa, non ci si è messa di mezzo una nuova norma che ha cambiato in modo profondo le regole per l’assegnazione dei finanziamenti alle associazioni come le università della terza età. Mentre in una fase precedente alla norma, infatti, queste università venivano finanziate con fondi dedicati, ovvero destinati solo a loro, con il cambiamento di leggi e il trasferimento alla Provincia della competenza per questo settore, gli stessi fondi sono finiti in un calderone unico dal quale si sarebbe dovuto attingere anche per altre associazioni.
Ed è a questo punto che nascono i problemi. Perché è proprio dal trasferimento delle competenze alla Provincia, e dalla nascita di quel fondo unico in sostituzione del fondo dedicato per gli atenei della terza età, che l’associazione nuorese comincia ad avere le prime difficoltà. I soldi che arrivano dagli enti calano vistosamente fino a ridursi a zero. Zero assoluto.
I fondatori dell’ateneo e il gruppo di soci più affezionati, tuttavia, non si perdono d’animo. E anche se i tempi sono difficili, cercano di mantenere in piedi l’università e di continuare a offrire corsi di ogni genere ai propri iscritti. Pagare l’affitto nella sede di via Brigata Sassari, tuttavia, non è più sostenibile. Così i soci si rivolgono al Comune e ottengono una sala per psitare le loro attività.
E siamo ai giorni nostri, insomma. La sede dell’ateneo è un appartamento in via Collodi, nella zona di Badu ’e Carros. È una sede un po’ decentrata e purtroppo difficile da raggiungere con i mezzi pubblici. I soci dell’ateneo avevano anche provato a chiedere all’Atp se avesse potuto introdurre una corsa apposita per via Collodi, ma non c’è stato niente da fare. Ma adesso si riparte comunque. Domani mattina, alle 9.30, nella sede di via Collodi, all’ateneo della terza età, riaprono le iscrizioni e comincia anche un corso di ceramica. Per il momento gli iscritti sono una quarantina, ma i componenti dell’associazione sperano di rimpolpare le truppe. Perché più iscritti arrivano, più, nei prossimi mesi, si riusc iranno a promuovere nuovi corsi.
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