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Nuoro

Cisl, sit-in dei lavoratori pubblici

Cisl, sit-in dei lavoratori pubblici

Protesta in piazza Mameli per rivendicare il mancato rinnovo contrattuale fermo ormai da sei anni

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NUORO. Scuola, sanità, sicurezza, giustizia, tutela dell’ambiente e del territorio. Da anni il lavoro pubblico è tartassato dai pesanti tagli del Governo che hanno decimato non solo i posti di lavoro, ma anche i livelli minimi essenziali dei servizi. Una situazione di forte disagio quella attraversata dal pubblico impiego, sulla quale grava pesantemente da sei anni anche il blocco dei contratti di lavoro. Da qui, la mobilitazione promossa dalla Cisl Lavoro pubblico che tre giorni fa ha portato in piazza per un sit-in i lavoratori pubblici dei vari settori. Protesta che si è svolta anche a Oristano, Sassari e Cagliari per rivendicare «il rinnovo del contratto e per una migliore qualità dei servizi». A manifestare in piazza Mameli, lavoratori della scuola, sanità, vigili del fuoco, dipendenti degli enti locali. Ricevuti a fine mattinata anche dal Prefetto, Ninni Meloni. A spiegare le ragioni dello sciopero generale, scritte anche sui volantini distribuiti ai cittadini, il segretario provinciale della Cisl Michele Fele e i segretari provinciali della Funzione pubblica, Giorgio Mustaro, della Cisl Scuola, Maria Luisa Ariu, e il segretario regionale della Federazione nazionale sicurezza della Cisl, Nino Manca. «Oltre allo sblocco dei contratti pubblici, chiediamo che non vengano chiuse altre scuole, che non vengano tagliati ancora uffici statali, ma anzi si pensi a un turn over attraverso un piano di nuove assunzioni», ha spiegato la Cisl. «Lo Stato non è un buon datore di lavoro», ha attaccato Maria Luisa Ariu, rimarcando come sugli operatori dell’istruzione, il problema del blocco dei contratti sia aggravato dal rischio del blocco degli scatti di anzianità. Problema su problema. Le Federazioni della Cisl Lavoro Pubblico hanno fatto sapere di aver presentato ricorso alla corte costituzionale contro il blocco dei contratti del settore pubblico. «Ricorso depositato al Tribunale di Roma affinché sollevi di fronte alla Corte Costituzionale la questione di legittimità in merito al decreto-legge 78/2010 (convertito in legge 122/2010). Norma prorogata per il sesto anno dalla legge di stabilità, che incide pesantemente sulla condizione economica dei dipendenti», ha spiegato il sindacato. «La Cisl nazionale contrasta i progetti governativi anche utilizzando le vie legali a proprie spese perché non ama il proselitismo fatto attraverso l’attivazione di contenziosi – sottolinea Ariu– Quindi senza richiedere il contributo economico a nessuno e pur cosciente che il riconoscimento dell’ ipotizzata incostituzionalità andrebbe a vantaggio di iscritti e non, ha appena presentato il ricorso al Tar perché sollevi innanzi alla Corte Costituzionale la questione della legittimità della norma che già dal 2010 viene prorogata bloccando il rinnovo dei contratti». (t.s.)

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