Orgosolo, convegno sulla valorizzazione dell’angloarabosardo
ORGOSOLO. « Avete fatto in un anno quello che il pubblico ha fatto in cinquanta». Basterebbe solo questo complimento, arrivato dal direttore dell’Ippodromo di Chilivani, Paolo Puddu, per dire che la...
ORGOSOLO. « Avete fatto in un anno quello che il pubblico ha fatto in cinquanta». Basterebbe solo questo complimento, arrivato dal direttore dell’Ippodromo di Chilivani, Paolo Puddu, per dire che la strada intrapresa delle associazioni ippiche riunite sotto il nome dell’Anglo arabo è quella giusta. Sabato le associazioni riunite, hanno organizzato nell’auditorium di Orgosolo, un convengo per discutere sulla valorizzazione del cavallo allevato in Sardegna nelle diverse discipline: pali, endurance, ostacolo, galoppo, trekking, turismo. Un’iniziativa che fa seguito al felice riscontro della fase sperimentale realizzata quest’estate con l’introduzione dell’antidoping nei pali, vogliono proseguire l’esperienza arricchendola con nuovi contributi e proposte. A discuterne insieme alle nove società ippiche che hanno fondato l’associazione intercomunale: Fonni, Orani, Lanusei, Oliena, Dorgali, Orgosolo, Sedilo, Ottana e Uri c’erano relatori di alto livello: Stefano Ferrante del Dipartimento interprovinciale allevatori Nuoro che ha ripercorso la storia del cavallo in Sardegna a partire dei ritrovamenti in un sito archeologico del nord dell’isola fino ad oggi. Raffaele Cherchi , direttore generale di Agris Sardegna, Gaetano Ledda ed Efisio Arbau consiglieri regionali di Sardegna hanno presentato la proposta di legge per dar vita ad un sistema organico di sviluppo del settore equino e una mozione che mira a portare in Sardegna il libro genealogico dell’Anglo arabo sardo.
Assente l’assessore regionale al Turismo Francesco Morandi che aveva dato la propria disponibilità. «Sono arrivati complimenti – ha sottolineato Raffaele Maloccu di Fonni – ma anche spunti importanti sia dal punto di vista tecnico che economico su cui si dovrà puntare». (n.mugg.)
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