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Nuoro

Ottana, attentato al sindaco annullate le altre condanne

di Mattia Sanna
Ottana, attentato al sindaco annullate le altre condanne

La Cassazione ha accolto il ricorso dei difensori di Fenudi, Yuri e Maurizio Sedda I tre dovranno essere processati dai giudici della Corte d’appello di Cagliari

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OTTANA. Sentenza annullata con rinvio alla Corte d’appello di Cagliari per un nuovo processo. La Cassazione ha accolto le istanze dei difensori e annullato le pesanti condanne che i giudici della Corte d'appello di Sassari, confermando la sentenza di primo grado, avevano inflitto a Yuri Sedda allo zio Maurizio e a Roberto Fenudi ritenuti i responsabili dell'attentato al sindaco di Ottana, Gian Paolo Marras e alla sede dell'Eiss il 23 settembre 2010. Tutto da rifare, quindi. Gli avvocati Pasquale Ramazzotti e Giovanna Serra, difensori di Yuri Sedda, e Carmelino Fenudi, difensore di Maurizio Sedda e di Roberto Fenudi, sono ora in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza della Cassazione e la data del processo.

Per Roberto Fenudi, condannato a sei anni, i giudici della Suprema corte hanno accolto tutti i motivi di appello, mentre per Yuri Sedda, condannato a sei anni e otto mesi, e per lo zio Maurizio, condannato a sette anni, solo per alcuni capi d’imputazione. Yuri e Maurizio Sedda e Roberto Fenudi si sono sempre dichiarati innocenti ed estranei ai fatti contestati. Così come Giampietro Argiolas, che in primo grado aveva scelto il rito ordinario ed era stato condannato a 12 anni e poi assolto dalla Corte d’appello di Sassari per non aver commesso il fatto.

Secondo le accuse, Maurizio Sedda e Roberto Fenudi, dipendenti della Legler, sarebbero state le menti dell’attentato a Gian Paolo Marras. Yuri Sedda era accusato di aver collocato la bomba davanti alla sede dell'Ente italiano di servizio sociale, accanto al Comune. A sparare le tre fucilate contro la casa del sindaco, sempre secondo quanto sostenuto dall’accusa, sarebbe stato invece Giampietro Argiolas. Per tutti gli imputati le accuse andavano dal porto e detenzione di esplosivo, ricettazione, detenzione illegale di armi e danneggiamento in concorso.

Il 23 settembre 2010, contro l'abitazione del sindaco di Ottana, furono esplose tre fucilate caricate a pallettoni. Indirizzate verso la camera da letto, le pallottole sfiorarono la culla dei due figli (di tre anni l'una e tre mesi l'altro) di Gian Paolo Marras e ferirono di striscio al polso la moglie Maria Grazia. Le tre fucilate furono sparate pochi minuti dopo l'attentato dinamitardo vicino al Comune: mezzo chilo di gelatina e nitrato di ammonio che avevano devastato gli uffici dell'Eiss.

Dopo questa decisione della Cassazione, l’inchiesta sull’attentato al sindaco di Ottana deve ripartire da zero, visto che gli elementi raccolti dagli investigatori non hanno retto alla prova dell’aula. (plp)

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